I soldi che risparmia l’Italia grazie al mancato avvio della procedura Ue

Aver evitato la procedura di infrazione da parte della Commissione Ue farà risparmiare soldi all'Italia

L’Italia ha evitato le sanzioni dall’Unione europea sui propri conti. Un’ottima notizia per il nostro Paese che in questo modo risparmierà denaro.

Lo scorso 3 luglio la Commissione europea ha deciso di non applicare nei confronti dell’Italia la procedura di infrazione per deficit eccessivo. In questo modo si sono evitate pesanti sanzioni economiche e si otterrà un importante risparmio di spesa.

La prima conseguenza dello stop alla procedura di infrazione è stato il calo dello spread, che ha portato il rendimento del Btp decennale all’1,7%. Il che significa meno interessi da pagare sul debito. Nel Documento di economia e finanza (Def) le stime sulla spesa per interessi tenevano conto di tassi tra il 2,5 e il 2,6%. Il calo del rendimento dovrebbe portare al taglio di più di un miliardo delle previsioni di spesa dell’anno prossimo e far crescere i risparmi per gli anni successivi.

Senza procedura di infrazione l’Italia risparmia sulla multa che avrebbe dovuto pagare alla Ue e che viene calcolata fino all’importo massimo dello 0,5% del Pil, a seconda delle norme violate e della loro importanza all’interno della Ue. Nel caso dell’Italia sarebbero stati 9 miliardi di euro.

Le altre sanzioni evitate sono il congelamento dei fondi strutturali, i finanziamenti della Ue agli Stati membri per investimenti e occupazione, l’interruzione dei prestiti concessi dalla Banca europea degli investimenti e l’uscita dal programma di acquisto di titoli di Stato da parte della Bce (il cosiddetto quantitative easing, attivo dal 2015 al 2018 e del quale Draghi ha annunciato la ripresa).

L’Italia potrà dunque continuare a ricevere i fondi strutturali dalla Ue che ammontano a 73 miliardi fino al 2020.

Il nostro Paese, poi, potrà beneficiare della clausola per gli “eventi eccezionali”, già chiesta quest’anno, e che probabilmente verrà richiesta anche per il prossimo. Questa clausola esclude 3,2 miliardi di euro (0,18% del Pil) di spesa dai calcoli del saldo strutturale e agisce su due fronti: la verifica successiva sul 2019 se positiva porterebbe un altro taglio dello 0,18% del deficit strutturale italiano di quest’anno e di conseguenza l’importo andrebbe a ridurre le risorse necessarie per la manovra successiva. Quindi, complessivamente si risparmierebbero circa 6 miliardi di euro.

La procedura di infrazione è stata evitata grazie agli interventi di correzione sui conti, per un importo di 7,6 miliardi, che hanno congelato le minori spese da reddito di cittadinanza e quota 100, da 1,5 a 3 miliardi. Ai quali si aggiunge il maggior gettito fiscale rispetto alle previsioni iniziali, inclusi i 2 miliardi che dovrebbero arrivare alle casse dello Stato grazie alla fattura elettronica.

Queste misure hanno ridotto il rapporto deficit Pil portandolo nel 2019 al 2,04% nominale e che dovrebbe corrispondere all’1,9 % reale.

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