Sogin, il piano industriale si fa attendere. Criticità sulla gestione

(Teleborsa) – La Sogin, incaricata del decommisioning degli impianti nucleari e della messa in sicurezza dei rifiuti radioattivi, ha dato il suo parere positivo in merito al recepimento della direttiva europea sulla sicurezza degli impianti nucleari, in un’audizione informale tenutasi oggi alla X commissione Industria.

La società Gestione Impianti Nucleari ha inoltre richiesto una diversa allocazione dei fondi che riceve per lo svolgimento delle sue attività. In sostanza i rappresentanti della Sogin hanno chiesto una diversa copertura tecnica delle risorse rispetto alla componente A2 della bolletta elettrica, da cui sono oggi prelevati, ritenendo la loro individuazione non corretta. 

A proposito di fondi, a tutt’oggi, le attività di Sogin sono lente e frammentate e il piano industriale ancora non è stato presentato (ormai è quasi un anno che si attende). Tutte le attività più o meno segnano un po’ il passo, nonostante la indubbia grande esperienza professionale della società e importanza del ruolo che dovrebbe svolgere. Fra l’altro, i fondi sono a disposizione della società perché vengano presi dalla bolletta elettrica e anche la società Nucleco controllata al 60% da Sogin (e per il restante 40 per cento detenuto dall’Enea) stenta ad operare in pieno regime. 

Criticità sollevate anche nella recente Relazione della Corte dei Conti sulla gestione della Sogin. 

“Nel 2015 – scrivono i Giudici contabili – sono emersi evidenti contrasti fra gli organi di amministrazione della Società, tali da mettere a rischio, sotto diversi profili, la efficiente gestione della società stessa, cessati con l’insediamento del nuovo Consiglio, i cui membri hanno accettato la carica in data 25 luglio 2016”.

“Il piano quadriennale 2015-2018 – aggiungono – è stato approvato dal Consiglio di amministrazione il 28 ottobre 2014. In tale occasione è emerso il ritardo nell’avanzamento dei progetti dell’anno 2014 rispetto a quelli programmati, ma compensati dall’anticipazione di altre attività: una prassi dipendente, come riconosciuto dallo stesso Consiglio di amministrazione, da un’insufficiente capacità di pianificazione. Ne è conseguita la necessità di riprogrammare l’attività di decommissioning prevedendo, in particolare, una riduzione del 42 per cento per l’anno 2015 (rispetto al piano approvato nel 2013) e del 37 per cento nel 2016”.

“Queste criticità – prosegue la Relazione – si sono manifestate con maggiore evidenza in occasione del complesso iter che ha portato, in un momento di grave difficoltà istituzionale per la società ed a seguito di diversi consigli di amministrazione convocati per lo più di urgenza, all’approvazione tardiva del Piano quadriennale 2016-2019, in data 23 febbraio 2016. I principali ostacoli alla approvazione del Piano in tempi più ragionevoli sono riconducibili alla evidenza, emersa in tale contesto, che, anche per l’esercizio 2015, una rilevante parte delle attività svolte non corrispondeva a quanto previsto per il medesimo anno”.

“In particolare – precisano i giudici contabili – le attività di decommissioning solo per circa il 60 per cento sono risultate corrispondere ad attività previste, per lo stesso anno, dal programma quadriennale 2015-2018, mentre per circa il 20 per cento corrispondono ad attività previste per gli anni successivi al 2015 e inserite nel programma quadriennale 2015-2018 e per il restante 20 per cento circa ad attività non previste dal programma quadriennale sopra richiamato”.

Sogin, il piano industriale si fa attendere. Criticità sulla ges...