Sofferenze in calo per le imprese, tornano ai livelli pre-crisi

(Teleborsa) – Il tasso di ingresso in sofferenza delle società non finanziarie è atteso in calo dal 3,7% del 2015 al 3% del 2016, per, poi, diminuire ulteriormente al 2,4% alla fine del 2017. 

E’ quanto stimano ABI e Cerved che hanno presentato oggi i risultati dell’Outlook sulle nuove sofferenze delle imprese italiane. Secondo la ricerca, che elabora stime e previsioni dei tassi di ingresso in sofferenza delle società non finanziarie per classe dimensionale, il calo del tasso di nuove sofferenze registrato nel 2015 si rafforzerà nel corso dei prossimi due anni, portandosi nel 2017, nel comparto relativo alle imprese industriali, al di sotto dei livelli registrati prima della crisi.

Tra il 2015 e il 2017, i miglioramenti saranno diffusi, ma “più accentuati per le imprese” di minore dimensione: le piccole imprese vedranno una riduzione dei tassi di entrata in sofferenza dal 3,2% all’1,9% (-1,3 punti percentuali) e le micro-imprese dal 4% al 2,5% (-1,5 punti percentuali). Per le medie e le grandi imprese che continueranno a evidenziare tassi più bassi (rispettivamente 1,4% e 0,9% nel 2017), i miglioramenti saranno meno marcati (-1,2 punti per le medie e -0,9 punti percentuali per le grandi). Il divario dimensionale fra micro-imprese e grandi imprese passerà, quindi, dagli attuali 2,2 agli 1,6 punti del 2017.

A livello geografico, i modelli previsionali mostrano un restringimento dei divari territoriali con miglioramenti nel Centro e nel Mezzogiorno più marcati di quelli delle imprese del Nord. Nonostante queste diffuse riduzioni, le imprese del Nord Est e del Nord Ovest resteranno le meno rischiose (con tassi dell’1,8% e dell’1,9% rispettivamente) mentre quelle del Centro e del Mezzogiorno resteranno quelle più a rischio (2,8% e 3,6% rispettivamente).

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