Snaitech, partita la procedura dei licenziamenti

(Teleborsa) – Come da programma è partita, alla fine di marzo, la procedura dei licenziamenti di 68 dipendenti Snai, ora, Snaitech: 54 nella sede di Porcari (Lucca), 7 a Milano e 7 a Roma.

Esuberi annunciati, ma al di là dei numeri, cosa farà l’azienda per scongiurare di mandare a casa i lavoratori in esubero? La Legge 223 del 1991 che disciplina i licenziamenti collettivi prevede che entro 75 giorni la società che ha avviato la dichiarazione di esubero trovi una soluzione alternativa al licenziamento. Misure che saranno trovate in sede sindacale a livello nazionale ed in seguito presso il Ministero, trattandosi di trattativa nazionale. Da parte della sigla sindacale FIOM che segue la vicenda, c’è l’assicurazione che “dovranno essere individuati tutti gli ammortizzatori che la legge mette a disposizione per governare i processi di crisi”.

Snai, ricorda Massimo Braccini coordinatore nazionale FIOM gruppo Snai, ha riportato perdite nel corso di questi anni e, a seguito della fusione per incorporazione di tutte le società del gruppo Cogemat, è stato adottato un nuovo modello organizzativo e sono state accentrate direzioni, spostato il magazzino e avviato un processo di integrazione delle attività operative. “Noi crediamo che questo non giustifichi assolutamente la riduzione di personale e che nel corso della trattativa, dovranno essere individuati tutti gli strumenti alternativi necessari volti ad evitare i licenziamenti”, afferma il sindacalista.

Braccini sottolinea inoltre che a seguito del passaggio nei codici del terziario, l’INPS ha “provocato un danno” perché i lavoratori si trovano oggi con ridotti ammortizzatori sociali. “E’ per questo che riteniamo ancora aperta la questione con l’Istituto di Previdenza e, nello stesso tempo, abbiamo il dovere di batterci e mobilitarci affinché a tutti i lavoratori sia riconosciuto un percorso di garanzia e occupazionale”.

Snaitech, partita la procedura dei licenziamenti