Snai, quale sarà il futuro dei lavoratori? Dopo la fusione incombe lo spettro della vendita

(Teleborsa) – Il gruppo Snai è prossimo al cambio di denominazione in Snaitech dopo la fusione con la società Cogetech. Nell’assemblea, in calendario il prossimo 13 marzo, proporrà un piano di incentivazione per l’amministratore delegato ed i dirigenti del gruppo, collegato ai risultati che la società raggiungerà.

Questo tema all’ordine del giorno dell’assembla, ha colto di sorpresa i sindacati che giudicano l’iniziativa “poco rispettosa” visto che cammina di pari passo a un piano di esuberi dei lavoratori.

L’allarme arriva da Massimo Braccini, delegato nazionale della Fiom per la trattativa. Braccini ha dichiarato a Teleborsa che si tratterebbe di una manovra parallela a fronte di un piano di esuberi, che potrebbe culminare addirittura con la “vendita del gruppo” che ha chiuso il bilancio in perdita decidendo anche di ristrutturare il suo debito ed allungarlo fino al 2021. 

Il verdetto INPS, doccia fredda per i lavoratori. Il piano di esuberi prevede circa 70 unità che potenzialmente dovrebbero beneficiare di ammortizzatori sociali, ma che alla luce della recente vertenza INPS potrebbero fornire meno garanzie ai lavoratori in esubero. L’istituto di Previdenza, ha avviato ispezioni da cui dipendono anche le procedure di accesso agli strumenti sociali, per definire la classificazione dell’azienda: secondo l’istituto il corretto inquadramento è quello del terziario e non quello dell’industria. Il rischio, è che tali dipendenti in esubero potrebbero vedersi togliere l’unico paracadute possibile (contratti di solidarietà e cassa integrazione) se venissero considerati dall’INPS come appartenenti al comparto del terziario e non dell’industria.

Intanto il titolo Snai quotato a Piazza Affari sta cedendo oggi lo 0,67%.

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