Sirio scivola in Borsa. Tribunale fissa udienza il 1° aprile

(Teleborsa) – Scivola in Borsa Sirio, che mostra un forte calo del 5,78%, sopra i minimi intraday, dopo che il Tribunale ha fissato l’udienza per il 1° aprile per valutare l’esistenza di irregolarità nella gestione della società, attiva nel settore del catering ospedaliero e delle caffetterie. Il titolo era stato sospeso ieri in attesa di comunicato ed è stato regolarmente riammesso stamattina dopo l’uscita della nota.

Il Consiglio di Amministrazione annuncia di aver ricevuto un ricorso ex art. 2409 c.c. depositato dal Collegio Sindacale della Società al Tribunale di Bologna. L’articolo in questione prevede la possibilità di adire al Tribunale “se vi è fondato sospetto che gli amministratori, in violazione dei loro doveri, abbiano compiuto gravi irregolarità nella gestione che possono arrecare danno alla società o a una o più società controllate”.

Il Tribunale ha fissato udienza per la comparizione delle parti e l’audizione degli amministratori il 1 aprile 2021, concedendo termine al Collegio Sindacale fino al 22 febbraio 2021 per la notifica del ricorso e agli Amministratori sino al 26 marzo 2021 per il deposito di memoria.

Su istanza del Collegio Sindacale, il Presidente del Tribunale, come normalmente accade in queste circostanze, ha nominato un curatore speciale quale rappresentante processuale nell’ambito del procedimento.

Il Collegio Sindacale, nel suo ricorso, ha prospettato una serie di asserite irregolarità attinenti alla inadeguatezza degli assetti organizzativi, amministrativi, contabili e di controllo interno, nonché delle procedure adottate dalla Società, ad irregolarità contabili, ad una indagine penale su una asserita sotto-fatturazione, a contrasti con gli organi di controllo interni ed esterni e ostacoli all’attività degli stessi, a dubbi sull’integrità del capitale sociale e sulla sussistenza della continuità aziendale, ad operazioni con parti correlate, alla violazione della disciplina degli obblighi previsti dalla normativa sull’attività di direzione e coordinamento, alla mancata comunicazione di informazioni price sensitive e di operazioni con parti correlate, e alla mancata verifica dell’esistenza
per la qualifica di emittente diffuso.

Alcune doglianze erano già state oggetto di informazione al mercato, in particolare: la rilevata esistenza di indebiti pagamenti di debiti di una parte correlata (Arturo S.r.l.) e la vicenda degli assegni emessi dai soci storici della Società.

I componenti del Consiglio di Amministrazione si costituiranno in giudizio per dimostrare l’infondatezza del ricorso, in quanto attinente a profili rappresentati in modo non corrispondente al vero-con particolare riferimento alla rappresentazione data sull’indagine penale. Gli Amministratori utilizzeranno il procedimento per avviare un confronto con il Curatore speciale e con il Tribunale, ai fini della verifica della correttezza del processo di implementazione degli assetti attualmente in corso.

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