Siria, le diverse chiavi di lettura della crisi

La Russia è uno dei più importanti sostenitori internazionali del presidente siriano Assad e la sopravvivenza del suo regime è fondamentale per mantenere gli interessi russi nel paese.

Il governo di Mosca ha anche posto il veto alle risoluzioni dell’ONU critiche contro la Siria e ha continuato a fornire armi ai militari siriani, nonostante le critiche internazionali.

Putin vuole proteggere una forza navale chiave per la presenza russa nel Mediterraneo, alla fonda nel porto siriano di Tartus, testa di ponte della potente flotta russa del Mar Nero, oltreché preservare la presenza della sua forza aerea dislocata nella base aerea di Latakia.

E’ dal mese di settembre che la Russia sta lanciando ripetutamente i suoi attacchi aerei contro postazioni dell’Isis e di altri cellule terroristiche. Tuttavia, sono stati segnalati anche attacchi contro gruppi locali contrari al regime di Assad.

Il presidente Vladimir Putin ha detto anche che solo una soluzione politica può porre fine al conflitto.

Dall’altra parte dell’Oceano gli Stati Uniti hanno accusato il presidente Assad di essere il primo responsabile degli atti di atrocità commessi contro gli oppositori al suo regime, ma si ritengono sulla stessa posizione di Mosca in quanto solamente attraverso un negoziato politico si potrà porre fine al conflitto siriano ed arrivare alla formazione di un governo di transizione che permetta il difficile passaggio verso la democrazia.

Gli Stati Uniti sono i principali alleati ai movimenti di opposizione siriani e forniscono una limitata assistenza militare ai ribelli “moderati”.

Dal settembre 2014, gli Stati Uniti stanno portando avanti attacchi aerei sui territori occupati dall’Isis e contro altri gruppi jihadisti in Siria, come parte di una coalizione internazionale.

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