Simet, Smurra dopo audizione De Micheli: “Aziende bus così muoiono. Non ci ha neanche menzionato”

(Teleborsa) – “Abbiamo rispettato tutte le direttive dei vari decreti per il bene collettivo, ci siamo fermati sapendo che questo ci avrebbe danneggiato enormemente, ma andava fatto. Ma adesso ci aspettiamo che la Ministra De Micheli ci aiuti con una strategia che ci consenta di ripartire per salvare le nostre aziende”. Sono parole di Gerardo Smurra, Presidente di Simet Bus, società di linea di lunga percorrenza, a seguito dell’audizione di ieri mercoledì 6 maggio della Ministra alla Commissione Trasporti della Camera.

Paola De Micheli ha spiegato ai parlamentari le azioni di questa Fase 2, ha osservato Smurra, elencando le misure necessarie e possibili per aiutare il settore dei trasporti. Sul come sbloccare intanto 11 miliardi di euro presenti in cassa e recuperarne altri 20 nel giro di un anno. Ha parlato di interventi nel settore aereo, ferroviario. Di bonus bici e dell’istituzione di un fondo per la compensazione dei danni subiti dal trasporto pubblico locale e altro.

Ma, fa notare Simet Bus, nell’intervento è totalmente mancato il comparto del trasporto di autobus a lunga percorrenza: “Non siamo stati neanche menzionati – ha osservato il Presidente Smurra – sebbene anche le nostre aziende sono un’alternativa agli spostamenti in auto e integriamo il trasporto in treno e aereo. Permettiamo a migliaia di persone di spostarsi in zone collegate malissimo, dove mancano anche le infrastrutture più semplici e cosa non meno importante, sosteniamo il turismo”.

Inoltre, l’azienda precisa che “questo settore strategico di mercato, per la sua valenza socioeconomica, ha sempre investito in sicurezza ed innovazione per elevare gli standard qualitativi verso la clientela, senza alcun sostegno pubblico. Oggi con questa crisi senza precedenti, necessita ancor di più, stante i giusti obblighi ottemperati, l’attenzione del Governo”.

“Allo Stato chiediamo risposte veloci – aggiunto Gerardo Smurra – in quanto per rimettere sulle strade i nostri mezzi e provvedere ai nostri 200 lavoratori in cassa integrazione, abbiamo bisogno di liquidità, ma tra la burocrazia e la poca flessibilità delle banche molti di noi saranno destinati a morire o a soccombere alla concorrenza straniera. Per non parlare della necessità di norme e protocolli chiari ed omogenei uguali per tutte le aziende e per tutte le regioni, stante la specificità proprio delle linee a lunga percorrenza, così da non creare ulteriori caos. Nel nuovo DL Maggio speriamo di trovare tutte queste risposte”.

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