Sicurezza scuole, prevenzione incendi: è allarme per migliaia di istituti non a norma

(Teleborsa) – Una percentuale imprecisata, ma corposa, dei 40mila plessi scolastici non risulta a norma sulla normativa relativa alla prevenzione degli incendi. “Per adeguarle, è bene che i dirigenti scolastici si adoperino per sollecitare formalmente l’ente locale proprietario (il Comune o la Provincia) in modo da adeguarsi al decreto del 21 marzo scorso, emesso dal Ministero dell’Interno”. Il documento introduce, infatti, precise indicazioni programmatiche prioritarie, specifiche per la messa a norma antincendio delle scuole e degli asili nido alla luce del fatto che un numero considerevole di tali strutture risultano ancora sprovvisti di CPI/Scia Antincendio.

L’appello, per l’autotutela dei presidi, arriva dal sindacato dei dirigenti scolastici Udir, durante la due giorni in corso di svolgimento a Palermo, presso l’Hotel San Paolo, dove si è fatto il punto della situazione sulle troppe responsabilità a carico dei capi d’istituto, peraltro in cambio di stipendi praticamente dimezzati rispetto a colleghi che devono fronteggiare minori. Mentre oggi – con Anief – è stato realizzato un focus sulla crescente violenza e sul bullismo nelle scuola, alla presenza di diversi professionisti del settore.

Nel corso del convegno, è stato ricordato che il 31 dicembre scorso sono scaduti sia il termine di adeguamento alla normativa antincendio, sia il termine di adeguamento degli edifici e locali adibiti ad asili nido. Il decreto suddivide in 3 livelli di priorità le disposizioni di cui tenere conto nel programmare le attività di adeguamento degli edifici e dei locali adibiti a scuole, che potranno essere utilizzate dai Comandi provinciali dei Vigili del Fuoco per impartire prescrizioni graduali e graduate, in presenza della rilevazione di carenze o lacune negli adempimenti inseriti nei diversi livelli di priorità dal decreto. Poi, con la Nota n. 5264, emessa dal Ministero dell’Interno lo scorso 18 aprile, sono state indicate le misure integrative del decreto madre.

L’UDIR, solo per i propri iscritti, ha preparato una diffida da inviare all’ente locale proprietario dell’immobile, al fine di non vedersi applicate le procedure sanzionatorie previste dal D. Lgs. 19/12/1994 n. 758 per le contravvenzioni rilevate. Perché “la sicurezza viene prima di tutto, alla pari della salvaguardia dei diritti dei capi d’istituto, che non possono rischiare il carcere per colpe non loro”.

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