Sicurezza scuole, arriva la protesta. Dirigenti pronti a chiudere

(Teleborsa) – Sta suscitando sconcerto il rinvio a giudizio di un dirigente scolastico di Marsala che, secondo l’accusa, non avrebbe osservato nella sua interezza, la normativa sulla sicurezza all’interno dell’istituto siciliano da lui diretto. Incurante del fatto che la prima responsabilità sul versante della sicurezza degli edifici scolastici è dello Stato e degli enti preposti, il giudice ha ritenuto che vi fossero i presupposti per portare il capo d’istituto a processo, il cui inizio è previsto nel prossimo mese di aprile.

Secondo Udir, quanto accaduto “dovrebbe far riflettere” prima di tutto perché, a norma di legge, dovrebbero essere gli stessi uffici preposti alla certificazione dell’agibilità dell’edifico scolastico ad autodenunciare l’amministrazione locale e centrale. A questo punto, spiega il sindacato dei dirigenti scolastici, una delle colpe ascrivibile al dirigente scolastico di Marsala potrebbe essere quella di non aver chiuso la scuola e impedito agli studenti l’esercizio del diritto allo studio. Udir chiede l’intervento dello Stato, attraverso amministrazione ed Enti Locali, oppure “chiederà a tutti i dirigenti scolastici italiani di segnalare la mancata messa in sicurezza delle nostre scuole, con un breve termine, e di disporne la chiusura”. Tocca ora al Governo trovare fondi e strumenti per rientrare nella legalità. “L’unica cosa certa è che non può essere la soluzione quella di accanirsi contro i dirigenti delle scuole”.

Secondo Marcello Pacifico, segretario organizzativo Confedir, cui aderisce l’Udir, “sulla sicurezza delle scuole deve senza dubbio intervenire lo Stato, rivalutando la definizione di DL-DS di cui all’art. 2, confermando le responsabilità didattiche, vero obbligo di cui è preposto e trasferire alle amministrazioni la competenza sull’utilizzo del manufatto destinato a scuola”. Serve, aggiunge il sindacalista, una consapevole sinergia tra tutti gli attori che devono interagire, “attraverso precisi vincoli legislativi, potendo così salvaguardare non solo i dirigenti scolastici, ma tutti, a iniziare dagli alunni. E non lasciare il preside ad adempiere in piena solitudine quello che non spetta, mentre dirige fino a 20 plessi e 4 mila alunni”.

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