Sicurezza e vaccinazione, Pacifico fa il punto dopo l’incontro al Ministero del lavoro

(Teleborsa) –

Nell’incontro che si è svolto con i Ministri dello Sviluppo economico, della Sanità e del Lavoro, la delegazione CISAL ha parlato dei temi generali che riguardano il pubblico impiego ed anche, nello specifico, della scuola, del piano vaccinale e dei protocolli sulla sicurezza.

Lo ha spiegato Marcello Pacifico, segretario generale CISAL per il settore scuola. “A proposito dei protocolli sulla sicurezza, abbiamo insistito che vorremmo finalmente uno screening e un colloquio continuo tra il SSN, le ASL, le aziende sanitarie e le scuole, perché ad oggi purtroppo tutta la politica sul tracciamento nelle scuole è risultata fallimentare. “Molto spesso, la positività degli alunni non viene notificata alla scuola, se non dalla famiglia o dall’alunno. – ha spiegato il sindacalista – Quindi mancano veramente dei dati, perché il monitoraggio è l’arma principale di prevenzione nella diffusione del contagio”.

“In secondo luogo, abbiamo sottolineato che i banchi non hanno risolto il problema della sicurezza dei locali ed anche l’alternarsi al 50-75% della didattica in presenza è un qualcosa di momentaneo e non può diventare strutturale. Ciò vuol dire, come abbiamo ribadito anche al nuovo Commissario Figliuolo, che se il Covid continuerà nonostante la partenza la campagna vaccinale, è importantissimo usare i soldi del Recovery Plan, attraverso un progetto che garantisca il tempo scuola, il tempo studio, con più classi. Abbiamo bisogno di più spazi, purtroppo il rapporto tra alunni e personale docente ed amministrativo non è più sostenibile. E’ inutile pensare di prolungare il calendario delle lezioni quando poi si entra in classe e non si riescono a rispettare i protocolli che abbiamo sottoscritto come sindacato Anief”.

“Sul tema della vaccinazione – spiega il sindacalista – abbiamo sottolineato che ci sono più di 15.000 docenti che lavorano i regioni diverse e non possono prenotarsi per il vaccino, perché lavorano in un luogo diverso dalla propria residenza. Quindi bisogna dar loro la possibilità di poter scegliere dove vaccinarsi. In secondo luogo, c’è il problema degli over 55, che dovrebbero essere proprio i primi ad essere vaccinati”, afferma Pacifico, ricordando anche che “la scuola italiana è la più vecchia del mondo, più del 50% è over 50”.

Per il sindacalista esiste poi un problema di tipologia di vaccino (Pfizer o Astrazeneca) e di tempistica (in Emilia Romagna si inizia il 22 febbraio ed in Lombardia addirittura l’8 marzo). “E’ molto importante cominciare a uniformare questi aspetti”, afferma Pacifico, ricordando che in Lombardia vive il 10% della popolazione studentesca e dei docenti e che è importante attivare un monitoraggio su su tutto il territorio nazionale”.

L’ultimo aspetto sono i “permessi”: “se ci sono degli effetti collaterali della vaccinazione anti-Covid, allora non bisogna considerarlo malattia, ma occorre equiparare la situazione alla quarantena“. “Tutto questo – afferma – bisogna prevederlo sin da ora perché non bisogna scoraggiare, ma incentivare il vaccino”.

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