Siccità, Regioni alle prese con criteri “stato emergenza”

(Teleborsa) – Resta elevata l’emergenza idrica in Italia, provocata dalla scarsità o quasi assenza di piogge e da ondate di calore anomale per questo periodo dell’anno. Emergenza che sta già provocando dei razionamenti e che ne provocherà altri, con danni incalcolabili all’agricoltura, alla zootecnica e perfino alla produzione energetica, perché le centrali idroelettriche sono a secco.

I fiumi sono praticamente a secco ed il cuneo salino nel Po arriva addirittura ad una trentina di chilometri, cioè l’acqua salata ha risalito il corso del fiume pe trenta chilometri a causa della mancanza di acqua dolce. Una situazione drammatica che rischia di provocare anche danni ingenti.

Per l’agricoltura si potrà proclamare lo stato di “eccezionale avversità atmosferica” solo se il danno provocato dalla siccità superi il 30% della produzione lorda vendibile.

Nel corso del vertice al Ministero delle Politiche Agricole e Forestali, alla presenza del Ministro Stefano Patuanelli, del sottosegretario Gian Marco Centinaio e del Capo della Protezione Civile Fabrizio Curcio, quest’ultimo ha confermato che è in atto uno stretto collegamento con i presidenti delle Regioni e si sta lavorando per l‘individuazione dei criteri validi per poter dichiarare lo “stato d’emergenza”. In base a questo la Protezione Civile predisporrà un Dpcm da trasmettere al Consiglio dei Ministri.

La situazione è critica in diverse regioni: dal Piemonte alle Marche. “In questo momento abbiamo 175 comuni del Piemonte, 36 in Lombardia e 14 in Emilia Romagna che sono serviti dalla Protezione Civile per quanto riguarda il servizio di acqua idro potabile ma c’è allarme rosso per agricoltura e allevamenti soprattutto al Nord e al Centro”, ha spiegato Erasmo D’Angelis, Segretario Generale dell’autorità di bacino distrettuale dell’Appennino centrale, aggiungendo “il Sud vive una carenza d’acqua oramai endemica”.

“Venerdì scorso ho chiesto al Governo lo stato di emergenza, ieri l’ho reclamato: il capo della Protezione Civile ci ha detto che i numeri del Piemonte e della Lombardia sono già da stato di emergenza”, ha dichiarato il governatore del Piemonte Alberto Cirio, aggiungendo che, in attesa dei parametri delle altre regioni, “si parta almeno in modo parziale da chi, come noi, già 7 giorni fa ha anticipato i tempi”.