Shell chiude 2020 con perdita di 21,7 miliardi dollari

(Teleborsa) – Il 2020 è stato un anno drammatico per la Shell, che ha chiuso l’ano con una perdita di 21,7 miliardi di dollari, a causa del crollo delle quotazioni petrolifere, che ha mandato in crisi l’industria dell’ro nero, e di una serie di svalutazioni.

La big anglo-olandese accusa così pesantemente l’impatto della pandemia di Covid-19, soprattutto a partire dalla primavera, dopo aver chiuso il 2019 con un utile di 15,8 miliardi di dollari. In un anno di risultati altalenanti, il trimestre peggiore è stato il secondo, che ha generato una perdita di oltre 18 miliardi, mentre il recupero del terzo trimestre è stato annullato da un ultimo quarto negativo, che chiude con un rosso di 4 miliardi.

Nonostante i risultati in perdita, Shell ha incrementato nuovamente il suo dividendo infrannuale che sarà pagato nel primo trimestre, in aumento del 4% a 0,1735 dollari.

Shell conferma prospettive caute per l’inizio del 2021, a causa del prolungato impatto della pandemia sulla domanda di petrolio, e conferma un vasto piano di riduzione dei costi che la porterà a tagliare fra 7.000 e 9.000 posti di lavoro entro il 2022. Il piano di ristrutturazione passa anche per una profonda review delle sue attività, con l’obiettivo di ragigungere la carbon neutrality al 2050.

(Foto: Jonathan Weiss /123RF)

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