Sentenza Corte tedesca-BCE, quali possibili scenari?

(Teleborsa) – Proprio ieri, la Presidente della Banca Centrale Europea ChristineLagardecon eleganza e fermezza aveva ribadito l’autonomia dell’Istituzione da lei presieduta che ” è soggetta al diritto europeo, rende conto delle proprie attività ai parlamentari europei, risponde in ultima istanza alla Corte di giustizia dell’Unione europea (Cgue)”.

Il riferimento è alla recente sentenza della Corte Costituzionale tedesca che lo scorso 5 maggio ha sì confermato la costituzionalità del Piano QE della BCE, ma con alcuni rilievi, dando tempo tre mesi al Board di Francoforte per dare una risposta.

Una decisione, quella dei giudici di Karlsruhe, che potrebbe limitare l’indipendenza dell’Eurotower e complicare la sua risposta alla crisi scatenata dal coronavirus. Lo afferma S&P Global Ratings secondo cui, una restrizione dell’azione della BCE nella sua politica di acquisto titoli potrebbe mettere “sotto pressione” i rating di molti Paesi europei, recentemente confermati anche in scia alle iniziative di governi, UE e BCE per contrastare gli effetti della pandemia.

“La nostra aspettativa di base è comunque che la BCE continuerà a contrastare un’inflazione sotto i target e la frammentazione monetaria in tutte le giurisdizioni dell’Eurozona attraverso bassi tassi di interesse, iniezioni di liquidità nel sistema bancario e un’espansione degli acquisti di asset, consapevole dei trattati UE, ma con la determinazione ad acquistare in maniera flessibile”, ha spiegato l’analista Frank Gill, che si attende “un’estensione” del programma di acquisti per contrastare il coronavirus (PEPP), “in termini di perimetro, dimensione e durata”.

(Foto: © iloveotto/123RF)

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