Segni misti in Europa. Piazza Affari prende respiro

(Teleborsa) – Segni misti in chiusura tra i principali listini europei.

Reduci da tre giorni di rally le Borse del Vecchio Continente hanno preferito “adagiarsi” nonostante i numerosi spunti giunti dalla macroeconomia e dalle Banche Centrali.
Nel consueto Bollettino mensile la BCE ha fatto sapere che valuterà nuove misure a dicembre a causa dei crescenti rischi al ribasso dell’economia. Un concetto, questo, ribadito successivamente dal Presidente Mario Draghi.

Nelle “Previsioni d’autunno”, invece, la Commissione europea ha preannunciato una moderata ripresa per l’Eurozona con un PIL in crescita dell’1,6% nel 2015 e dell’1,8% nel 2016.

Il supporto della BCE e il sostanziale ottimismo di Bruxelles non sono però bastati agli investitori, che hanno optato per qualche presa di beneficio e per la cautela in vista del Job Report di domani.

Tra l’altro in un’audizione al Congresso la Chairwoman della Federal Reserve, Janet Yellen, ha affermato che l’Istituto USA potrebbe alzare i tassi già nel meeting di dicembre perchè i rischi di downside per l’economia USA provenienti dall’economia globale sono diminuiti.

Queste parole, assieme alla crescita oltre le attese degli occupati ADP diffusi ieri, hanno messo di malumore Wall Street con evidenti ripercussioni sull’azionario europeo. L’Euro / Dollaro USA è sostanzialmente stabile e si ferma su 1,087. L’Oro è sostanzialmente stabile su 1.106 dollari l’oncia. Il Petrolio (Light Sweet Crude Oil) perde lo 0,78% e continua a trattare a 45,96 dollari per barile.

Sale lo spread, attestandosi a 110 punti base, con un incremento di 4 punti base, con il rendimento del BTP decennale pari all’1,71%.

Tra i mercati del Vecchio Continente, composta Francoforte, che cresce di un modesto +0,39%, sotto pressione Londra, che accusa un calo dello 0,75%, e performance modesta per Parigi, che mostra un moderato rialzo dello 0,64%.

Sessione debole per il listino milanese, che termina con un calo dello 0,40% sul FTSE MIB, proseguendo la serie di tre ribassi consecutivi, iniziata martedì scorso; sulla stessa linea, in lieve calo il FTSE Italia All-Share, che archivia la giornata sotto la parità a 23.919 punti. Poco sotto la parità il FTSE Italia Mid Cap (-0,24%), come il FTSE Italia Star (-0,3%).

Dai dati di chiusura di Borsa Italiana, risulta che il controvalore degli scambi nella seduta odierna è stato pari a 2,57 miliardi di euro, in calo del 13,04%, rispetto ai 2,95 miliardi della vigilia; mentre i contratti si sono attestati a 247.782, rispetto ai 270.350 precedenti.

Tra i 222 titoli scambiati, i titoli positivi sono stati 86, mentre 123 hanno terminato in calo. Sostanzialmente stabili le restanti 13 azioni.

Buona la performance a Milano dei comparti Chimici (+3,32%), Beni personali e casalinghi (+1,19%) e Alimentari (+1,18%). Nella parte bassa della classifica di Milano, sensibili ribassi si sono manifestati nei comparti immobiliare (-2,04%), Telecomunicazioni (-1,71%) e Petroliferi (-1,23%).

Tra i best performers di Milano, si distinguono Mediolanum (+3,66%), Azimut (+2,67%), Campari (+1,74%) e Moncler (+1,50%). I più forti ribassi, invece, si sono verificati su Saipem, che ha archiviato la seduta a -3,21%.

Vendite a piene mani su Prysmian, che soffre un decremento del 3,18%.

Pessima performance per Banco Popolare, che registra un ribasso del 2,46%.

Sessione nera per Banca Mps, che lascia sul tappeto una perdita del 2,22%.

Tra i migliori titoli del FTSE MidCap, SOL (+3,69%), OVS (+3,22%), Brunello Cucinelli (+2,66%) e De’Longhi (+1,94%). Le più forti vendite, invece, si sono manifestate su Datalogic, che ha terminato le contrattazioni a -5,72%.

In caduta libera Astaldi, che affonda del 3,84%.

Pesante Credito Valtellinese, che segna una discesa di ben del 3,42 punti percentuali.

Seduta drammatica per Beni Stabili, che crolla del 3,28%.

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