Scuola, ultimo giorno fra polemiche. Azzolina: “Mai pensato di chiudere studenti in cabine”

(Teleborsa) – “Qualcuno oggi sarà riuscito a salutarsi, forse a distanza. Altri lo faranno probabilmente nelle prossime settimane. Le ragazze e i ragazzi delle classi terze del primo grado stanno discutendo in questi giorni i loro elaborati. Il 17 iniziano invece gli Esami del secondo ciclo. A tutti loro va il mio incoraggiamento. L’Esame di maturità, in particolare, sarà anche un primo passo verso la riapertura delle scuole”. Queste le parole del ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina in occasione della chiusura di un anno scolastico segnato dalla pandemia. Ieri per i ragazzi nessun ultimo giorno di scuola, neanche a distanza. Computer e tablet sono rimasti spenti a causa dello sciopero generale del personale indetto dai Cgil, Cisl, Uil, Snals e Gilda, i maggiori sindacati della scuola, per rivendicare il diritto di studenti e docenti di tornare a scuola a settembre in sicurezza.

Flash mob, manifestazioni, sit in, tutti rigorosamente rispettando il distanziamento e con guanti e mascherine, si sono tenuti da nord a sud Italia, anche davanti al ministero dell’Istruzione dove si sono riunite circa 200 persone, tra cui alcuni rappresentanti degli studenti. L’accusa che viene mossa ad Azzolina è quella di non aver messo la scuola al centro dell’azione del governo, oltre ad aver mostrato chiusura al dialogo e ad ogni confronto. Ad eccezione dell’aggiornamento delle graduatorie dei supplenti, i sindacati criticano la mancanza di disponibilità rispetto alla richiesta di un potenziamento degli organici di professori e Ata. Sostengono, inoltre, che non sono state accolte le richieste da loro avanzate per garantire il rigoroso rispetto del limite di 20 alunni per classe né la promozione di modifiche normative che sottraggano i dirigenti scolastici da responsabilità in merito alla manutenzione degli edifici. Insoddisfazione anche rispetto alla mancata previsione di un concorso riservato agli assistenti amministrativi facenti le funzioni di Direttori dei servizi generali amministrativi. Vi è, infine, la questione del concorso per la stabilizzazione dei precari che si terrà solo in autunno facendo sfumare la speranza di avere i docenti in cattedra dal 1 settembre e paventando, dunque, la ripresa della scuola con 200mila supplenti in cattedra. “È troppa la distanza tra quanto necessario alla scuola pubblica per garantire la ripartenza a settembre in presenza e in sicurezza, e quanto assicurato dalla ministra Azzolina”, ha affermato Francesco Sinopoli, leader della Flc Cgil.

In attesa delle linee guida per settembre, che “a breve saranno pronte” Azzolina ha chiarito che “il tema della sicurezza a scuola è molto serio e richiede prudenza anche nei giudizi e nei commenti. Nessuno del Comitato tecnico-scientifico, e tanto meno qui al Ministero, – ha affermato il Ministro in un video pubblicato su Fb – ha mai immaginato di chiudere gli studenti dentro cabine di sicurezza, come è stato invece raccontato in queste ore, in maniera quanto meno superficiale. Ho visto immagini surreali di ragazzi chiusi dentro a strutture simili a gabbie. Questa è disinformazione. Nessuno ha mai pensato a cose del genere. Siamo al lavoro, giorno e notte, per riportare gli studenti a scuola con le giuste misure di sicurezza. Senza eccessi, senza forzature. Vogliamo tornare alla normalità e lo faremo trovando il giusto bilanciamento tra due diritti sacrosanti, quello all’istruzione e quello alla salute. In queste ore si sta chiudendo un anno scolastico del tutto straordinario, che ci ha messo alla prova e che certamente ricorderemo nel tempo”.

Riguardo al dibattito di questi mesi sulla didattica digitale, la cosiddetta Dad, Azzolina ha affermato che “è stata una prova molto impegnativa per tutti, ma – ha aggiunto – so che in tanti hanno apprezzato il lavoro fatto. Siamo partiti da zero. Abbiamo costruito un modello che ha permesso di salvare l’anno scolastico. E la scuola si è riscoperta un po’ più digitale. Sono anche convinta che nel tempo sapremo guardare a questo periodo con maggior distacco, e quindi anche con maggior equilibrio. La Dad ci ha aiutato – continua Azzolina – ma a settembre torneremo alle lezioni in presenza. Siamo al lavoro per questo. Non esistono soluzioni miracolose, ma di buon senso sì. E abbiamo strumenti e risorse per realizzarle”.

In vista del nuovo anno scolastico, va avanti – ha spiegato Azzolina – “il confronto con le varie parti coinvolte. Abbiamo già iniziato a costituire i tavoli regionali – ha assicurato il Ministro –. Perché dovrà essere sui territori che andremo fisicamente a costruire le soluzioni, in modo chirurgico. Nelle singole scuole, che in questo Paese sono molto diverse le une dalle altre. E avremo un monitoraggio costante delle varie situazioni e delle difficoltà da superare. E ce ne saranno, è indubbio. Ma lo ripeto: abbiamo gli strumenti per risolverle. Naturalmente dobbiamo augurarci che la minaccia del virus diventi presto un brutto ricordo, ma saremo comunque pronti ad ogni scenario”.

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