Scuola, tagli al personale Ata: proteste di Anci, Regioni e Province

(Teleborsa) – La conferma da parte del Governo di tagliare oltre 2mila amministrativi, tecnici e ausiliari della scuola continua a ricevere critiche trasversali. Dopo le forti perplessità verso il provvedimento giunte nei giorni scorsi dai banchi del Parlamento ora arrivano pure quelle delle amministrazioni locali dello Stato. L’Anci, insieme a Regioni e Province, ha infatti espresso parere negativo sullo schema di decreto del Miur e del Mef.

“Il problema in questo ambito – ha spiegato al termine dell’Unificata il sindaco di Lecce e vicepresidente dell’Anci Paolo Perrone – è l’assistenza agli studenti disabili, che costringe i Comuni ad intervenire con una erogazione importante di risorse. Non bisogna poi dimenticare che sul personale Ata è previsto quest’anno un calo degli stanziamenti da parte del governo”. Ed è il caso di dire che piove sul bagnato. Perché sul personale Ata sono stati effettuati 47mila tagli in un solo triennio, a seguito del “dimensionamento” Tremonti-Gelmini.

“La decisione di confermare il taglio di 2.020 Ata sta scontentando le istituzioni a tutti i livelli”, spiega Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief. “Ora, giustamente, Comuni, Province e Regioni hanno fatto notare che avrà dei riflessi negativi pure sull’assistenza agli alunni disabili, per i quali mancano all’appello già 30mila docenti di ruolo. E poiché si tratta di un servizio indispensabile, ricadrà sugli stessi enti locali, i quali dovranno fornire ulteriori assistenti specialistici malgrado i tagli finanziari prodotti dal Governo. Anief chiede, pertanto, un intervento normativo urgente dal Governo. Prima che qualche giudice sollevi per il personale Ata la pregiudiziale comunitaria”.

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