Scuola, sindacati scettici sul concorso annunciato da Renzi

(Teleborsa) – Punti scuri nella riforma della Pubblica Amministrazione annunciata oggi dal premier Renzi, che prevede anche le novità sul concorso della scuola per il reclutamento degli insegnanti, già previsto dalla riforma scolastica varata lo scorso anno.

Nel corso della conferenza stampa per la presentazione dei decreti, il Premier Matteo Renzi ha definito il concorso per mettere in cattedra 63 mila docenti “un grande investimento”, facendo leva sulla qualità dell’insegnamento scolastico.

Scettici i sindacati della scuola, con l’Anief che vede “senza ombra di dubbio” “una riduzione della qualità dell’insegnamento, il mantenimento delle supplentite e ancora maggiore confusione al sistema scolastico”. Questo il commento di Marcello Pacifico, presidente nazionale del giovane sindacato, all’annuncio da parte delle istituzioni dell’imminente pubblicazione del bando della selezione pubblica.

“Quelli che verranno pubblicati nella prima decade di febbraio – continua il sindacalista – sono dei bandi che oltre alla stabilizzazione di nuovo personale, non promettono nulla di buono. Perché lasciano immutato e irrisolto il problema dei 100mila docenti precari, iscritti nelle graduatorie d’Istituto; come rimangono inalterati i problemi cronici di sostegno e scuola dell’infanzia, i cui docenti abilitati inseriti nelle GaE sono stati ‘congelati’ in attesa delle riforma del settore ancora in alto mare; continuando a mancare l’anagrafe dei posti effettivamente vacanti, rimangono in vita 50mila cattedre mascherate al 30 giugno ed invece pienamente libere. La prossima estate la situazione diverrà ancora più caotica, con la chiamata diretta dei presidi che produrrà nuovi rimescolamenti nell’assegnazione delle cattedre. Rimangono poi immotivate le esclusioni dal concorso dei giovani laureati, dei precari con 36 mesi di servizio e del personale già di ruolo”.

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