Scuola, scatti di anzianità a rischio dopo accordo che riduce i comparti della P.A.

(Teleborsa) – Dopo una lunga trattativa, oggi è stato firmato l’accordo tra Aran e sindacati che riduce i comparti del pubblico impiego da 11 a 4: si tratta di Funzioni centrali, Funzioni locali, Sanità e Istruzione e ricerca, con la presidenza del Consiglio che rimarrà distinta.

Secondo Anief, però, la revisione realizza una mera tutela dei sindacati maggiori. Perché solo quelli che già superano la soglia del 5% tra dato elettorale ed associativo, potranno godere dei benefici della soluzione cosiddetta “ponte”. L’accordo sottoscritto, spiega l ‘Anief ha buone possibilità di falsare l’ultima rilevazione delle elezioni RSU appena concluse e delle deleghe nel caso in cui la norma contrattuale sia interpretata in maniera restrittiva per le organizzazioni sindacali che potrebbero raggiungere il 5% in caso di fusione entro 30 giorni dalla sua approvazione. Per questo, il sindacato impugnerà l’accordo.

“Quanto deciso oggi con la parte pubblica, non è altro che l’attuazione del Decreto Legislativo 150/2009 di riforma della PA, con l’assegnazione degli incentivi sganciati definitivamente dalla distribuzione a pioggia e ora legata alle performances del singolo lavoratore. In perfetto stile aziendale-privato”, ha dichiarato Marcello Pacifico, presidente Anief e segretario confederale Cisal.  “Una logica- continua Pacifico- tra l’altro, anticipata nella Scuola, dove la Legge 107/2015 ha introdotto un nuovo criterio della valutazione, basato proprio sul dare gli aumenti a pochi lavoratori, lasciando l’80% del personale a bocca asciutta”.

Scuola, scatti di anzianità a rischio dopo accordo che riduce i compa...