Scuola, presentato Ddl assunzioni dopo 36 mesi servizio su posti vacanti

(Teleborsa) – Il Ddl, accompagnato dalla relazione tecnica, è stato presentato dal Presidente della VII Commissione del Senato, Mario Pittoni (Lega), per superare l’illegittimità della normativa italiana sui contratti a termine.

Il Parlamento italiano comincia a fare i primi passi per sanare l’indegna prassi del ricorso sistematico al personale precario anche quando il supplente ha superato i 36 mesi di servizio che nell’Unione Europea fanno scattare l’assunzione automatica a tempo indeterminato.

I tempi, del resto, sono ormai maturi per l’adeguamento alle norme praticate già da tempo in Europa e confermate in sede giudiziaria dalla sentenza Mascolo della Corte di Giustizia Europea del novembre 2014. Domani, 27 settembre, si discuterà a Lussemburgo in pubblica udienza la causa C-494/17 Rossato sui negati risarcimenti da parte della Cassazione italiana nei confronti del personale di ruolo che ha subito proprio l’abuso dei contratti a termine.

A tale causa, è particolarmente interessata la Commissione Europea che, in risposta alle informazioni richieste dal Mediatore europeo sull’attività svolta nei confronti dello Stato italiano, a seguito delle denunce promosse da diversi lavoratori precari della scuola ha ricordato che “la clausola 5, punto 1, dell’accordo quadro CES, UNICE e CEEP sul lavoro a tempo determinato, allegato alla direttiva 1999/70/CE (l’accordo quadro), dispone che, per prevenire gli abusi derivanti dall’utilizzo di una successione di contratti o rapporti di lavoro a tempo determinato, gli Stati membri introducano, in assenza di norme equivalenti, una o più misure relative a: a) ragioni obiettive per la giustificazione del rinnovo dei suddetti contratti o rapporti; b) la durata massima totale dei contratti o rapporti di lavoro a tempo determinato successivi; c) il numero dei rinnovi dei suddetti contratti o rapporti”.

Nel frattempo, sottolinea Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, “ogni causa risarcitoria di un precario con 36 mesi di servizio costa allo Stato italiano fino a 40 mila euro di risarcimento, ragione per cui urge immediatamente risolvere la questione a livello politico nel territorio nazionale: il mancato adeguamento alle direttive UE rischia quindi di costare carissimo alle casse pubbliche”. È chiaro -aggiunge il sindacalista – che “il Ddl 355 presentato a Palazzo Madama dovrà applicarsi, se approvato, anche ai diplomati magistrale e, a tutti i docenti, che sono eventualmente in ruolo con clausola rescissoria, attraverso la conferma dei ruoli e lo scioglimento della riserva nei casi interessati”.

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