Scuola, precariato senza fine: Italia sotto assedio delle istituzioni europee

(Teleborsa) – L’Unione Europea vuole vederci chiaro sull’ostinazione dell’Italia nel respingere i precari della scuola, anche quando sono stati selezionati e abilitati alla professione, come i maestri in possesso del diploma magistrale. Lo ha detto, chiaramente, la Commissaria UE all’occupazione Marianne Leonie Petrus Thyssen, rispondendo a un’interrogazione dell’eurodeputata M5S Rosa d’Amato sulla legittimità della normativa italiana rispetto alla clausola 5 della direttiva 70/99, in particolare rispetto al principio di non discriminazione:

“La Commissione – afferma Thyssen – è al corrente della situazione dei lavoratori a tempo determinato nel settore dell’istruzione pubblica in Italia e sta attualmente valutando se la legge italiana protegga adeguatamente i lavoratori dall’utilizzo abusivo di una successione di contratti a tempo determinato”.

Le parole della Commissaria all’occupazione dell’UE fanno presagire che da Bruxelles presto potrebbe arrivare una risposta all’annosa inosservanza dei governi italiani verso la direttiva UE che, non può essere evasa, visto che – spiega il sindacato della scuola Anief – “il nostro Paese è inserito a pieno titolo nell’Unione Europea e deve attenersi alle indicazioni espresse anche attraverso le direttive”. 

Nel frattempo, oggi e domani la scuola vive altri due giorni di sciopero, in modo da superare gli effetti dell’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato del 20 dicembre scorso e permettere la riapertura delle GaE: è un passaggio fondamentale per non fare cadere le nostre scuole nel caos, per il rispetto del diritto e per la tutela di decine di migliaia di abilitati che altrimenti rischierebbero di diventare dei precari a vita.

Il fatto che la tensione sia “tangibile” tra i più di centomila supplenti abilitati che ogni anno sono chiamati dallo Stato a garantire l’erogazione del servizio scolastico – afferma Marcello Pacifico, presidente Anief – lo si comprende dal quarto sciopero proclamato in pochi mesi: l’ultimo, quello di oggi e domani, a conclusione di uno sciopero della fame attraverso il quale si chiede alla politica un intervento urgente per la riapertura delle graduatorie ad esaurimento, in attesa dei nuovi concorsi.

Lo studio legale dell’Anief – continua il suo presidente nazionale – sta infine valutando se inserire, nei ricorsi per la stabilizzazione e per il risarcimento dei precari, anche la richiesta di rinvio pregiudiziale per palese violazione delle norme antidiscriminatorie sull’accesso al lavoro del personale docente, inserito nella seconda fascia delle graduatorie d’istituto, con inevitabili danni non patrimoniali a carico dello Stato italiano”.

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