Scuola: no alle classi pollaio, sì all’educazione civica nella prossima legge di bilancio

(Teleborsa) – Nella scuola italiana ci sono dati sconfortanti sulla composizione delle classi: 20.000 con oltre trenta alunni, addirittura 500 con più di 34 studenti. Per questo il giovane sindacato della scuola, Anief, ha avviato l’Operazione Verità, chiedendo alle Rsu di rivolgersi ai dirigenti scolastici e verificare la situazione istituto per istituto.

Sul superamento di questo genere di classi c’è una proposta di legge che individua un limite tassativo, 22 alunni per aula, da ridurre in presenza di uno o più studenti disabili, specie se con disabilità certificata grave. Si tratta del ddl n. 877, a prima firma dell’onorevole Lucia Azzolina (M5S) che Anief giudica in modo sostanzialmente positivo, ma ha anche presentato alcune proposte migliorative, che prevedono: maggiore flessibilità in presenza di alunni con disabilità, per le pluriclassi e nelle scuole montane, in piccole isole o a rischio, organici legati alle esigenze del territorio, recupero dei tagli al dimensionamento, all’insegnamento modulare nella primaria.

Quanto all’educazione civica il sindacato ha più volte sottolineato come il suo studio e quello del diritto comunitario possano giovare agli studenti, poiché sono emblema dei principi necessari alla formazione delle nuove generazioni. Due settimane fa, presso la VII Commissione della Camera, una delegazione di Anief ha proposto l’inserimento dell’educazione civica come materia autonoma per un minimo annuale aggiuntivo di non meno di 33 ore per la scuola primaria e 66 ore per la secondaria, con insegnamento affidato a docenti A046 e priorità al potenziamento.

Le classi pollaio “generano rischi per la sicurezza, calpestano i diritti degli alunni, in particolare di quelli diversamente abili, e intaccano il lavoro dei docenti” – commenta Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – . Poi, l’educazione civica e il diritto comunitario devono avere pari dignità rispetto ad altre materie, e bisogna affrontarle in una prospettiva più ampia, non solo nazionale ma europea”.

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