Scuola, nella Legge di Stabilità aumento “farsa” da 13 euro al mese

(Teleborsa) – Il finanziamento pubblico per gli stipendi dei lavoratori della pubblica amministrazione, incluso nella prossima Legge di Stabilità, si ferma a 1,6 miliardi. Sin qui, nulla di nuovo, perché si tratta della cifra che serviva a coprire gli accordi.

Andando ad approfondire la Nota di aggiornamento al Documento di Economia e Finanza, si scopre che se si divide la quota stanziata per i 3,1 milioni di dipendenti e dirigenti pubblici, la cifra copre appena 516,12 euro all’anno per il triennio di vacanza contrattuale i cui valori dell’indennità non sono stati ancora adeguati al 50%  dell’inflazione registrata dal 2008: considerando il fatto che si tratta di incrementi lordi, la quota di aumenti mensili corrisponde ad appena 13,23 euro mensili da conferire nel triennio 2016/2018. E’ questa, calcoli alla mano la denuncia del sindacato della scuola Anief che preannuncia battaglia contro questo aumento-farsa.

“Siamo molto al di sotto rispetto ai 12 miliardi che servivano per adeguare le buste paga dei lavoratori statali, ferme da oltre otto anni, sia all’inflazione, cresciuta nel frattempo di oltre 14 punti percentuali, sia a quelle che vengono percepite da colleghi che svolgono le stesse mansioni in altri comparti lavorativi”, tuona  Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief e segretario confederale Cisal che spiega “da quando il contratto è sbloccato, ormai da oltre due anni, la cifra doveva provvedere agli aumenti e a riallineare l’inflazione all’aumento del costo della vita intercorso tra il 2008 e il 2015, al 5%. Non sono spiccioli, ma oltre 100 euro a dipendente, a cui va aggiunta una cifra analoga per gli aumenti effettivi. Ciò non è avvenuto. Addirittura per il MEF la quota di vacanza contrattuale dovrebbe rimanere congelata fino al 2021. È per questo motivo che abbiamo predisposto un ricorso specifico per recuperare l’intero maltolto.

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