Scuola, Ministro Fedeli domani in Senato per presentare linee programmatiche sull’Istruzione

(Teleborsa) – C’ è attesa da parte di tutto il mondo della scuola che domani 26 gennaio si fermerà ad ascoltare l’intervento del Ministro dell’Istruzione Valeria Fedeli sulle linee programmatiche del nuovo corso del dicastero di Viale Trastevere. “A breve sapremo le vere intenzioni del nuovo Governo Gentiloni sull’istruzione pubblica” spiega il sindacato Anief.

In ballo ci sono diverse questioni aperte: dalla gestione dei precari e le loro assunzioni, la mobilità del personale, le assunzioni, sui concorsi, oltre che su diverse modifiche della Legge 107/15 ( legge sulla Buona Scuola) l’impellenza di sottoscrivere un rinnovo contrattuale con risorse vere e non risibili. “L’opportunità per metterci mano – spiega Anief – arriva attraverso la versione definitiva del decreto Milleproroghe e dei decreti delegati della Legge sulla riforma scolastica entrambi in questi giorni all’esame delle commissioni parlamentari del Senato.

Le modifiche da apportare riguardano diversi punti, a partire dall’inserimento degli abilitati post 2011 nella fascia aggiuntiva GaE; dal reclutamento di 20mila Ata e 8mila maestri d’infanzia, alla stabilizzazione di 500 educatori in organico potenziato; dal reclutamento dei vincitori dell’ultimo concorsone, alla validità delle Graduatorie di merito dove inserire gli idonei all’organizzazione di prove suppletive dello stesso concorso per i candidati laureati o educatori ricorrenti; dall’estensione del corso-concorso per presidi ai ricorrenti del 2011, alla cancellazione del limite di 36 mesi di servizio per la stipula di contratti a termine. Vanno assunti a tempo indeterminato i ricercatori e urge prorogare il blocco di distacchi e comandi di docenti e personale Ata presso enti e Università. Anief ha anche indicato come emendare le otto deleghe della “Buona Scuola”, già approvate in CdM il 14 gennaio, sulle quali è stata iniziata una corsa contro il tempo per la loro stesura definitiva.

“Se davvero si vuole dare un segnale di discontinuità con la politica del Governo che ha prodotto la riforma più contestata della storia della Repubblica, questo è il momento giusto. Il Parlamento, infatti, può andare a correggere le tante norme sbagliate della Legge 107, ora confermate con i testi delle leggi delega”. E’ cosi che la pensa Marcello Pacifico Presidente Anief e segretario confederale Cisal che aggiunge: “le commissioni di Camera e Senato non possono limitarsi ad ascoltare le indicazioni di chi la scuola la conosce, perché la vive tutti i giorni, ma hanno il dovere di dare seguito a chi chiede solo di migliorare l’offerta formativa attraverso un’organizzazione finalmente orientata alla sua promozione e non esclusivamente alla salvaguardia dei conti pubblici come, invece, è stato fatto sistematicamente negli ultimi anni”.

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