Scuola, l’abilitazione all’insegnamento potrebbe sparire

(Teleborsa) – La parola “abilitazione” potrebbe finire nel dimenticatoio. 

Con l’imminente concorso per nuovi docenti, per il quale in almeno 160mila concorreranno per spartirsi circa 63mila posti, cambierà il reclutamento degli insegnanti della scuola pubblica. Per insegnare bisognerà superare esclusivamente una selezione pubblica, come previsto dalla Costituzione: gli attuali abilitati precari, gli unici a poter accedere al concorso a cattedra da bandire entro i prossimi dieci giorni, andranno così ad esaurimento. La volontà è emersa nel corso di uno dei sette tavoli di confronto allestiti nella sede nazionale del Pd, alla presenza di parlamentari, parti sociali e sindacali, sulle deleghe fornite dalla Legge 107/15 al Governo, tra cui quella su ‘Nuovo reclutamento, formazione iniziale ed in servizio degli insegnanti’.

Inoltre, d’ora in poi tutti neo assunti sottoscriveranno dei contratti a tempo determinato di durata triennale, prolungando quindi il loro periodo di precariato: saranno affidati a dei tutor, che li seguiranno passo passo nella formazione iniziale. Alla fine della quale, toccherà al loro dirigente scolastico, sulla base dei pareri espressi dal comitato di valutazione, trasformare il rapporto in assunzione vera e propria. Per il giovane sindacato della scuola Anief, che ha sempre chiesto di non introdurre dei contratti da tirocinanti, è una mezza vittoria: rimane da superare la bizzarra idea di prolungare di un triennio il periodo di precariato scolastico, in Italia già per tradizione lungo oltre ogni logica e direttiva Ue.

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