Scuola, in arrivo altri tagli all’organico

(Teleborsa) – Per il personale ATA il fondo potrebbe ancora non essere stato toccato. Perché, dopo il taglio di 50mila posti in tre anni, di cui 47mila in meno in un solo triennio, la clamorosa esclusione di amministrativi, tecnici e ausiliari dalle assunzioni della Buona Scuola e dall’assegnazione del bonus di 500 euro di aggiornamento, il blocco del turn over nel 2015 per fare spazio al personale perdente posto delle province, e il confermato stop alle supplenze per i primi sette giorni di assenza, ora sarebbe in arrivo un’altra tegola: la riduzione dell’organico, dal prossimo settembre, a seguito della possibile ridefinizione dei criteri di assegnazione dei posti in rapporto al numero di alunni iscritti.

Secondo il sindacato della scuola Anief, tale ipotesi non è una novità e la disposizione è “figlia” di quel Decreto Interministeriale Miur-Mef del giugno 2014, afferente alla nuova dotazione organica del personale ATA per l’anno scolastico 2014/2015, che aveva a sua volta recepito la riduzione del 17% della consistenza numerica determinata per l’a.s. 2007/08 (in applicazione la Legge 133 del 6 agosto 2008). Tramite quel decreto si stabiliva che i criteri di individuazione del contingente ATA si sarebbero dovuti ridefinire periodicamente, previo accordo con la Conferenza unificata delle Regioni incaricata del dimensionamento degli istituti. 

Alla luce di queste indicazioni, Anief chiede al personale ATA di “declinare qualsiasi invito” da parte della propria amministrazione nello svolgere ore di straordinario: in caso contrario, i tagli effettuati su amministrativi, tecnici e collaboratori scolastici, oltre che il blocco delle supplenze per la prima settimana di assenza, sarebbero “tamponati” direttamente dal personale in servizio. 

“Abbiamo già presentato ricorso al Tar contro la Nota 27715 del 28 agosto 2015” – ha affermato Marcello Pacifico, presidente Anief. “In questi giorni, è in corso la deposizione di quella class action e, nei prossimi mesi, sapremo così se è stato giusto scalzare dalle immissioni in ruolo i dipendenti precari che vi erano destinati, per far spazio ai lavoratori provenienti dalle province”. Il personale ATA, conclude il sindacalista, “è stato dimenticato anche nel potenziamento della Legge 107/2015, visto che non c’è stata nemmeno un’assunzione, come per il bonus dell’aggiornamento e i mesi di lavoro estivo”.

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