Scuola, il bonus “cultura” non risolve il problema dei laureati

(Teleborsa) – Il provvedimento rivolto a coloro che entrano nella maggiore età, risulta tra quelli approvati a Montecitorio e che ora l’Aula del Senato si appresta a votare in via definitiva: servirà per l’acquisto di libri, l’ingresso in aree archeologiche, gallerie e monumenti, ma anche in musei, mostri, eventi culturali e spettacoli dal vivo.

La Legge di Stabilità, regala ai diciottenni italiani un bonus da 500 euro da usufruire per iniziative culturali, sopra citate. I giovani maturandi potranno quindi andare al teatro coi loro docenti, a spese dello Stato. 

Mentre quello per gli insegnanti è un “provvedimento apprezzabile”, abbiamo fondati motivi per pensare che “la somma devoluta ai giovani poteva essere utilizzata meglio” ha commentato Marcello Pacifico, presidente Anief, annunciando che nei giorni scorsi, il giovane sindacato della scuola ha presentato ricorso “per permettere l’accesso anche a 2 mila docenti precari e in aspettativa, Ata di ruolo e supplenti”. 

“Per cercare di risollevare la cultura dei nostri giovani – continua il sindacalista – sarebbe stato meglio che il nostro ministro dell’Istruzione avesse pensato di dare quei soldi a tutti i neo-diplomati al primo anno di iscrizione all’Università”. Non dimentichiamoci, continua Pacifico, che “le nostre tasse universitarie, benché legate al reddito della famiglia di appartenenza, non risultano affatto sociali. E che questo è anche uno dei motivi, oltre al cattivo orientamento, che ha portato alla sempre più alta disaffezione universitaria. Tanto che in Italia abbiamo un numero di laureati fortemente inferiore alla media europea”.

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