Scuola, il governo fa un passo indietro sul precariato. “Non è facile ridurlo”

(Teleborsa) – Sul precariato, il ministro dell’istruzione Stefania Giannini frena: dopo averne promesso la cancellazione, ora dice che servono tre anni per ridurlo.

A denunciare il passo indietro del governo è il sindacato della scuola, Anief, che sottolinea come “per ironia della sorte” venga indicata “la stessa tempistica, tre anni, che l’Unione Europea ha preso in considerazione per far assumere a tempo indeterminato il personale supplente su posto libero”.

Dopo aver detto ai quattro venti che il precariato sarebbe stato stroncato grazie alla riforma della supposta Buona Scuola, sottolinea il giovane sindacato, oggi “il titolare del dicastero di Viale Trastevere ci viene a dire che serviranno altri trentasei mesi per vederlo solo ridotto”.

Secco il commento di Marcello Pacifico, presidente Anief. “Se i nostri governanti avessero davvero voluto ridurre le supplenze da subito, bastava stabilizzare anche solo il 10% di quel personale docente che pure dopo l’approvazione della Legge 107/15 continua ad essere chiamato per svolgere supplenze di lunga durata. E non lo diciamo solamente noi, ma anche l’Unione Europea”.

Il sindacalista ricorda che su questo ricorso, avviato dall’Anief nel 2010, su cui si è già espressa un anno fa in modo chiaro la Corte di Giustizia Europea, è stata chiamata ad esprimere il proprio giudizio la nostra Corte Costituzionale.

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