Scuola e precariato, ministro Bussetti punta tutto su concorsi fine GaE

(Teleborsa) – Per sconfiggere il precariato scolastico, il Ministro dell’Istruzione, Marco Bussetti punta tutto sui concorsi e intende chiudere in fretta le GaE, perché “sono ad esaurimento e non si possono perpetrare all’infinito”. Così si è espresso il titolare del dicastero stamattina in audizione presso la VII Commissione cultura, rispondendo ai quesiti dei parlamentari.

Oltre all’attuale selezione riservata agli abilitati – ha sottolineato Bussetti – sono in programma altri tre concorsi: quello straordinario che riguarderà i Diplomati Magistrale e i Laureati di Scienze della Formazione Primaria che sarà per titoli ed esame non selettivo, il concorso per i docenti iscritti in terza fascia con servizio e per i non abilitati in possesso dei 24 CFU (credito formativo universitario).

Secondo il giovane sindacato della scuola, Anief, “le prospettive sul nuovo reclutamento indicate dal Ministro dell’Istruzione non sono affatto risolutive; la strada da attuare passa per la verifica delle ragioni sostitutive valide che portano lo Stato italiano a perpetrare le supplenze per tanti anni: in caso contrario, bisogna invece procedere alle assunzioni, laddove i precari fossero già selezionati, formati e abilitati”. E “siccome in questa situazione sono i diplomati magistrale, i laureati in scienze della formazione primaria, oltre agli abilitati con Tfa e Pas, si può fare in modo veloce aprendo loro le GaE. In tal maniera, si stabilizzerebbero subito la maggior parte dei 100mila che vengono chiamati ogni anno a fare supplenze annuali”. L’emblema di questa assurda situazione, che mette a repentaglio la didattica – aggiunge il sindacato – “è quanto sta accadendo con il sostegno: proprio oggi, è giunta la notizia che in Veneto per la scuola secondaria di primo grado, non sarà possibile coprire gli 842 posti assegnati”.

“Il progetto presentato dal Ministro – rilancia Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – non è altro che una continuazione della Buona Scuola. Altro che governo del cambiamento. Altro che continuità didattica. Si lasciano, in pratica, tantissimi precari senza alcuna prospettiva di assunzione. Sul sostegno si sta rasentando l’assurdo: un posto su tre, benché sia vacante, rimane al 30 giugno e quindi destinato ai supplenti. Questi sono pochi, perché si fanno i concorsi per pochi posti. E i docenti specializzati che escono dai Tfa rimangono a marcire nelle graduatorie d’istituto. Anche in questo caso – conclude il sindacalista autonomo – l’unica cosa da fare è quella di provvedere al loro inserimento nelle GaE“.

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