Scuola, due nuove sentenze condannano il Miur a risarcire i precari

(Teleborsa) – Arrivano due nuove sentenze a favore della lotta contro il precariato, sulla scia della storica sentenza della Corte europea, che ha condannato l’Italia ad assumere i precari di lungo corso.

Il Tribunale del lavoro di Torino ha condannato il Ministero dell’Istruzione (Miur) a risarcire dieci precari per illecita reiterazione dei contratti a termine, quantificando il danno subito in 80 mensilità stipendiali, a cui aggiungere, per alcuni docenti, 8 mila Euro di scatti stipendiali e 16 mila Euro di condanna alle spese legali, più gli interessi maturati.

I ricorsi erano stati patrocinati dal sindacato della scuola Anief, che ha preso a cuore la questione della mancata stabilizzazione del personale precario. D’altronde, la stessa riforma scolastica prevede un fondo per coprire le spese delle condanne in tribunale.

Le sentenze ottenute dall’ANIEF consacrano proprio quel principio recentemente ribadito anche dalla Suprema Corte di Cassazione che evidenzia come sia doveroso, in caso di illegittima reiterazione di contratti a termine, corrispondere al lavoratore non solo un’indennità quale risarcimento del “danno da mancato lavoro”, ma rimarca, anche, come risulti indispensabile “che tale periodo o tali periodi siano computati ai fini della anzianità di servizio e, quindi, della maturazione degli scatti di anzianità”, proprio in applicazione del principio di non discriminazione del precariato sancito dalla normativa comunitaria.

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