Scuola, doppio salto all’indietro per gli stipendi dei docenti

(Teleborsa) – Sono sempre più preoccupanti i dati che giungono sugli stipendi e sull’età media dei dipendenti pubblici italiani: dal rapporto annuale pubblicato stamane dalla Ragioneria generale dello Stato, risulta, infatti, che le retribuzioni medie annue pro capite del 2014 sono scese dello 0,5% rispetto all’anno precedente. L’importo medio annuo si ferma a 34.348 euro, con 175 euro in meno rispetto al 2013. Solo nel 2008 troviamo un valore più basso (nel 2009 era a 34.522 euro).

A denunciarlo è il sindacato della scuola Anief secondo cui c’è anche un altro dato che fa riflettere: quello dell’età media dei dipendenti pubblici, che ha raggiunto nel 2014 i 49,2 anni, facendo registrare un aumento di quasi sei anni rispetto ai 43,5 del 2001. 

Per il sindacato, che lamenta la mancata concessione per i dipendenti pubblici rispetto alla “stretta” introdotta dalla riforma Monti-Fornero, si tratta di conferme di quanto espresso da tempo: sommando, infatti, il blocco dell’indennità di vacanza contrattuale, che ha portato ad una perdita pari al 9,5%, con quello dei mancati aumenti, conseguenti al rinnovo contrattuale congelato dal 2010, ancora più incisivi sulla perdita di potere stipendiali, oggi i dipendenti pubblici si ritrovano delle buste paga inferiori a quanto dovrebbero percepire di almeno il 20%.

“I lavoratori statali più penalizzati – ricorda Marcello Pacifico, presidente Anief e segretario confederale Cisal – sono quelli che operano nella scuola, dove due insegnanti su tre sono già over 50: la media delle retribuzioni rimane addirittura inferiore ai 30mila euro lordi annui. Ed è una situazione che riguarda quasi esclusivamente l’Italia. Perché basta dire che un docente tedesco percepisce quasi il doppio, con la possibilità di andare in pensione anche dopo 27 anni di contributi”.

Il sindacalista, conclude avvertendo che per combattere questa situazione di stallo generale, “ad oggi per l’Anief non rimane che percorrere la strada del ricorso in tribunale, attraverso cui chiedere lo sblocco immediato e il pagamento per intero dell’indennità, pari a 110 euro medie a lavoratore, più l’accreditamento degli arretrati non corrisposti nell’ultimo quinquennio”.

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