Scuola, dirigenti scolastici: contrattazione, Udir analizza le priorità

(Teleborsa) – Nuova stagione di contrattazione avviata con il primo incontro al Ministero dell’Istruzione tra Amministrazione e organizzazioni sindacali. “Si riuscirà a risolvere i problemi che affliggono i dirigenti scolastici? Udir prova a fare chiarezza cercando di affrontare i più importanti temi che riguardano la retribuzione e che dovranno assolutamente essere risolti al tavolo contrattuale”, si legge in una nota diffusa dall’Associazione.

“Purtroppo, da quanto si apprende in questo momento si sta quindi parlando solo della graduazione delle posizioni dirigenziali, cioè della graduazione delle scuole in fasce di complessità e dei rapporti di divaricazione tra di loro, degli altri temi non si è parlato e non si sa se e quando verrà fatto. Oltretutto, queste materie sono oggetto di confronto, non di contrattazione: il CCNL 2016/2018 ha fatto questa scelta e adesso non si può tornare indietro”, ha spiegato Udir.

L’Associazione ha definito questa decisione “un grande errore sindacale, perché prima la materia era oggetto di contrattazione a livello nazionale e poi regionale (i Cir), mentre adesso si deve confidare nel buon cuore dell’Amministrazione per raggiungere un accordo a livello nazionale, mentre a livello regionale gli USR avranno mano libera, i vecchi Cir si trasformeranno in Atti Amministrativi unilaterali, per il semplice motivo che a tale livello il contratto non prevede relazioni sindacali”.

Udir ha spiegato che oggi il FUN viene ripartito tra le regioni in rapporto al numero delle istituzioni scolastiche, ma il budget disponibile viene poi suddiviso tra i dirigenti scolastici effettivamente in servizio. “Di conseguenza, nelle regioni dove si registrano più vuoti di organico la media pro capite è più alta rispetto alle regioni ad organico pieno o quasi. Questi sono dati di fatto, i dirigenti scolastici non ne sono assolutamente responsabili, si tratta di scelte fatte dai sindacati nel CCNL 2006/2009 quando si è passati come criterio di ripartizione dal numero dei Dirigenti Scolastici in servizio al numero delle autonomie scolastiche – ha sottolineato –. Oggi si potrebbe intervenire, ma significherebbe che alcuni prenderebbero di più ed altri di meno. In ogni caso, come si può arrivare a stipendi uguali in tutta Italia se le risorse, in media, sono molto diverse da regione a regione?”

Udir ha ricordato che è ancora possibile aderire ad adiuvandum al contenzioso nuovamente pendente, dopo la positiva sentenza del Consiglio di stato, al TAR Lazio patrocinato dai legali Udir contro il taglio del FUN e il recupero di quanto indebitamente non corrisposto.

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