Scuola, Didattica a distanza: luci e ombre nel rapporto Agi-Censis

(Teleborsa) – Tra le numerose difficoltà legate all’emergenza Covid-19, la scuola è andata avanti soprattutto grazie all’impegno personale delle diverse figure coinvolte. Ma, nonostante la proliferazione di progetti, iniziative, iniezioni di tecnologie, formazione dei docenti e sperimentazioni di modelli didattici innovativi, si è proceduto in ordine sparso, senza riuscire a fare sistema.

È quanto emerge dall’indagine alla base del primo rapporto Agi-Censis nell’ambito del nuovo progetto “Italia sotto sforzo. Diario della transizione 2020″, che mira ad analizzare le difficoltà che l’Italia si porta dietro dal passato, i nervi scoperti che hanno comportato l’impreparazione ad affrontare al meglio l’emergenza legata all’epidemia del Covid-19, per guardare in modo costruttivo al futuro.

L’indagine, condotta su un campione di 2.812 dirigenti scolastici (pari al 35% del totale dei presidi italiani), si è concentrata sull’emergenza Covid-19 che si è abbattuta sulla scuola: un universo composto da 8,5 milioni di studenti e famiglie e da un altro milione di persone tra docenti, dirigenti scolastici e amministrativi, personale Ata.

Nonostante i dirigenti abbiano rilevato una più che buona reazione da parte di studenti e genitori alla nuova realtà scolastica, giudizi negativi sono stati riservati alla capacità della scuola di rispondere alle nuove esigenze della didattica a distanza.

L’aspetto critico più evidente che emerge è che volontà e impegno personale non bastano per assicurare l’inclusione nei processi educativi di tutti gli studenti. Solo l’11% dei dirigenti dichiara che, a fine aprile, tutti gli studenti erano coinvolti nelle attività di didattica a distanza, mentre l’82% degli stessi segnala che le differenze in termini di dotazioni tecnologiche, connettività e familiarità d’uso, sia tra i docenti che tra gli studenti, sono un ostacolo al pieno funzionamento della didattica a distanza.

Su questo fronte, soltanto l’1% delle scuole non ha avuto la necessità di fornire attrezzature hardware per permettere la realizzazione della Dad, mentre il 5% ha adattato la propria offerta didattica utilizzando modalità di comunicazioni personalizzate sulla base delle disponibilità tecnologiche individuali. L’84% ha distribuito device agli studenti. Infine, a fine aprile il 7% delle scuole non era ancora riuscito a dotare gli studenti bisognosi di attrezzature adeguate.

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