Scuola, De Cristofaro: “Necessario Piano da 3 miliardi per riapertura”

(Teleborsa) – Non si tornerà sui banchi a maggio. Anche se il ministero dell’Istruzione ha precisato che la decisione sarà presa in sede di Governo la strada sembra quella indicata dal presidente del Consiglio superiore di sanità, Franco Locatelli. Vale a dire riapertura delle scuole posticipata al prossimo anno. “A scuola si tornerà quando ci saranno le condizioni di sicurezza” ha sottolineato il ministro dell’istruzione Lucia Azzolina. Il Ministero è impegnato nella scrittura dei provvedimenti attuativi del decreto legge approvato dal governo il 6 aprile scorso su Esami e valutazione, che mette in campo diversi scenari fornendo così risposte che consentiranno una regolare chiusura dell’anno e l’avvio del prossimo. Ci saranno poi nuovi incontri di confronto con i rappresentanti di famiglie, studenti, lavoratori, con le Regioni per guardare al prossimo anno scolastico. Tuttavia, se non si mettono in atto, da subito, le misure necessarie, anche la ripartenza a settembre potrebbe non essere così scontata.

È necessario lavorare sulla digitalizzazione rafforzando la didattica a distanza per la quale al momento – ha affermato Azzolina – sono stati già stanziati 70 milioni di euro. Fondi dedicati all’acquisto di device che, allo stato attuale, possono risolvere il problema di dotazione di oltre 300mila alunni. Ma non basta. Per riportare 8.5 milioni di studenti, 900mila insegnanti e 200mila amministrativi negli Istituti a settembre garantendo le misure di sicurezza necessarie a contrastare l’emergenza coronavirus, prima fra tutte la “distanza sociale”, il mondo della scuola chiede un Piano da 3 miliardi di euro. “Il Ministero deve insediare al più presto una task force e costruire un cronoprogramma per i prossimi 4 mesi e mezzo. È il momento di trovare 3 miliardi per la scuola italiana che nelle ultime stagioni ha avuto scarsa attenzione” ha affermato, in un’intervista pubblicata questa mattina dal quotidiano La Repubblica, il sottosegretario all’Istruzione Giuseppe De Cristofaro.

Nel dettaglio – come riporta il quotidiano – sono 5 le mosse per il rilancio. Si parte da un finanziamento pari a quello stanziato con la “Buona Scuola” del governo Renzi attraverso il quale sarà necessario destinare molte risorse ai docenti chiamati a sostenere la ripartenza con una crescita delle ore di insegnamento. Motivo per cui il Piano prevede “rinnovo del contratto subito e aumento mantenuto anche successivamente”. Terzo punto è il “distanziamento sociale”. Per renderlo effettivo servirà dividere le classi con la sperimentazioni di turni di lezione “in presenza” mattina e pomeriggio o, ove non dovesse essere possibile, una didattica alternata scuola – casa. Misure che per evitare il superamento del del limite settimanale di 24 ore di insegnamento mettono in campo la possibilità di portare la durata delle lezioni da 60 a 40 minuti. Introdotta, inoltre, l’ipotesi di utilizzare anche il sabato mattina per la didattica sia in presenza che online. Infine, il quinto punto, riguarda l’edilizia scolastica con l’apertura dei cantieri in estate per recuperare classi ed edifici che hanno bisogno di interventi non strutturali mirati.

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