Scuola, dal Cts arriva il via libera al ritorno in classe per le superiori

(Teleborsa) – Le scuole superiori possono tornare in presenza nella misura del 50% e fino al 75%, a seconda del livello di organizzazione, come previsto dal Dpcm del 14 gennaio. Dopo la richiesta del governo di un’indicazione sul ritorno in classe degli studenti delle scuole superiori, è questo il parere degli esperti del Comitato tecnico scientifico, convocato d’urgenza dal ministro della Salute Roberto Speranza.

Ad oggi, tuttavia, la riapertura riguarderà solo gli istituti di 4 regioni: Emilia Romagna, Lazio, Piemonte e Molise. Nella provincia autonoma di Trento si va già in classe dal 7 gennaio, dall’11 in Valle d’Aosta, Abruzzo e Toscana. Altri territori insistono invece nel rimandare la riapertura. Il Friuli Venezia Giulia, ad esempio, ha prolungato la didattica a distanza fino al 31 gennaio, dopo che analoga ordinanza era stata bocciata dal Tar. Stesso esito in Emilia Romagna, il cui governatore Stefano Bonaccini, presidente della Conferenza delle Regioni, avrebbe voluto riaprire il 23 gennaio e parla di “situazione di incertezza” sulla scuola, ma domani riaprirà le superiori al 50%. Le rimanenti regioni riapriranno nei prossimi giorni in ordine sparso. Il 25 in Liguria e Umbria, mentre in Campania non sono esclusi ulteriori rinvii. Anche in Puglia non è certa la data del 25. Il 1 febbraio gli ultimi a rientrare saranno gli studenti di Calabria, Veneto, Sardegna, Friuli Venezia Giulia, Marche e Basilicata. In Lombardia, Sicilia e Provincia autonoma di Bolzano, nuove zone rosse, proseguirà la dad per le superiori al 100%.

“L’attuale incremento registrato dell’incidenza di nuovi casi – afferma il Cts nel verbale – è stato comunque contenuto grazie alle misure di mitigazione adottate, pur osservandosi una significativa differenza tra le realtà regionali, alcune delle quali connotate da elevata circolazione virale”. Pertanto, sottolinea il Cts, il ritorno in classe per gli studenti delle scuole di ogni ordine e grado è “condizione imprescindibile e non più procrastinabile per il grave impatto che l’assenza di esso ha sull’apprendimento e la strutturazione psicologica e di personalità degli studenti che, in questa particolare fascia d’età, possono essere fortemente penalizzati dall’isolamento domiciliare”.

“Un parere molto netto quello del Cts che ha ricordato che le scuole hanno un ruolo limitato nella trasmissione del virus – ha commentato la ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina –. Riportare le superiori in presenza è un atto di responsabilità nei confronti dei nostri giovani. Il Cts ha ribadito che l’assenza prolungata da scuola può provocare conseguenze gravi nei ragazzi, per gli apprendimenti e per la sfera emotiva e relazionale”.

Sottolineando che “la responsabilità delle aperture degli istituti scolastici è di competenza degli enti territoriali e locali” il Cts ricorda, infine, che sono i presidenti di giunta “ad attuare misure organizzative per il rientro in classe nelle diverse province”. Se qualche governatore dovesse decidere diversamente, fanno dunque capire gli scienziati del Comitato, “se ne assuma la responsabilità”.

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