Scuola: chiamata diretta, rottura Miur-sindacati?

(Teleborsa) – Salta l’accordo sulla chiamata diretta tra Miur e sindacati. A questo punto si arriverà, quasi sicuramente, ad un atto unilaterale del Ministero dell’Istruzione, con l’organico dell’autonomia, previsto dal comma 68 in poi della “Buona Scuola”, che verrà così realizzato affidando alla scelta discrezionale dei dirigenti scolastici il futuro dei lavoratori della scuola. Abbinando questa già paradossale situazione al comma 71 della stessa legge, in base al quale gli accordi tra le scuole individuano “i criteri e le modalità per l’utilizzo dei docenti nella rete”, il cerchio si chiude con la perdita definitiva della titolarità dei docenti. Così le scuole saranno gestite in modo sempre più vicino al modello aziendale, allontanandosi da quello pubblico. 

Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief e segretario confederale Cisal, l’errore è stato quello di trattare su una disposizione che già la Consulta ha reputato irrispettosa dei precetti costituzionali, quando la Lombardia tentò di imporre la chiamata diretta, con un colpo di mano, nella sua regione: perché, ravvisò la Corte Costituzionale, gli insegnanti della scuola pubblica vanno scelti sulla base di requisiti e procedure trasparenti, non certo discrezionali. Oggi più che mai siamo convinti che andrà nella stessa maniera anche a livello nazionale, spiega il sindacalista.

© Italiaonline S.p.A. 2021Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963

Scuola: chiamata diretta, rottura Miur-sindacati?