Scuola, ceto medio impoverito. Necessario per gli insegnanti il rinnovo del contratto.

(Teleborsa) – Il rinnovo dei contratti per gli stipendi del pubblico impiego, in Italia, si attuerà con la prossima Legge di Bilancio. Parola del Ministro della Pubblica Amministrazione Giulia Bongiorno, che nelle sue intenzioni, sembra non aver tenuto conto dei problemi che l’incremento del costo della vita ha prodotto.

Secondo ANIEF, infatti, questa impennata non sarebbe stata seguita da quello degli stipendi, impoverendo il ceto medio di cui gli insegnanti fanno parte. Lo si apprende in una nota del sindacato, che mette in evidenza come nel 2018 “Il blocco decennale degli stipendi è stato solo sulla carta arrestato”. Questo perché gli aumenti contrattuali prodotti nei primi mesi del 2018, intorno ai 50 euro per gli insegnati, avrebbero “Appena scalfito il gap del costo della vita”, diversamente da quanto starebbe accadendo nel settore privato.

Anche il Governo attuale, inoltre, non avrebbe prodotto altro che la copertura dell’elemento perequativo, causando, secondo il giovane sindacato, la perdita di una fetta di aumenti ai meno remunerati, oltre alla previsione parziale dell’indennità di vacanza contrattuale prevista dall’ex art. 47 bis del D.lgs 165/01.

A questo proposito, il Presidente nazionale ANIEF Marcello Pacifico ha ribadito “Nello stesso periodo gli incrementi stipendiali del settore privato sono stati di ben altro tenore. Mentre i dipendenti pubblici sono diventati sempre più poveri. Addirittura, secondo recenti dati nazionali Aran, il salario medio pro-capite dei nostri insegnanti, considerando compensi fissi, accessori nel periodo che va dal 2001 al 2016, ha addirittura intrapreso una pericolosa parabola discendente. Con il risultato che i 5 punti di stipendio col vecchio contratto rimangono molto distanti dai 14 punti di aumento dell’inflazione registrata tra il 2008 e il 2018”.

Anief, dunque, ribadisce ai docenti e Ata, di ricorrere presso il tribunale per giovare dell’indennità di vacanza contrattuale relativa al periodo 2015-18, così da recuperare almeno il 50% del tasso IPCA congelato dal mese di settembre 2015.

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