Scuola, cercasi insegnante di sostegno

(Teleborsa) – In 30 mila sono specializzati ma non possono essere assunti. Soltanto un posto autorizzato su dieci è andato in ruolo e i presidi continuano a chiedere nuovi posti in deroga che non sono concessi.

L’anno scolastico è ripreso in tante regioni italiane (Liguria, Emilia Romagna, Marche, Molise, Toscana, Calabria, Sardegna, Abruzzo e Lazio), con decine e decine di migliaia di alunni disabili che non avranno il loro docente di sostegno: quasi il 40% dei docenti deve essere ancora nominato, nell’80% dei casi i posti di didattica speciale verranno assegnati a docenti non specializzati, i presidi già sono in crisi e in alcuni casi hanno chiesto alle famiglie di non mandare a scuola i propri figli con disabilità, ma di tenerli a casa in attesa di nominare qualcuno.

Negli ultimi quattro anni sono raddoppiati i posti in deroga, arrivando agli attuali 80 mila, mentre gli organici di diritto (100 mila) sono rimasti invariati dal 2017. Il tutto, nonostante l’aumento di 10 mila iscritti in più l’anno: oggi siamo alle soglie dei 300 mila, mentre nel 1997 gli alunni con disabilità accertata erano appena 123 mila. Solo in Sicilia, nell’ultimo lustro abbiamo assistito a un incremento di 5 mila alunni disabili certificati. L’unica risposta che è stata data a questa crescita impressionante di iscritti è stata la caccia al supplente senza specializzazione, tanto che tra il 2018 e il 2019 solo una cattedra su sei (5 mila) è stata assegnata a chi è fornito di titolo, a fronte di 30 mila docenti di sostegno specializzati dalle università che marciscono in graduatoria. E il nuovo TFA potrebbe non aprire le porte a tutti i candidati esclusi, perché i posti voluti dall’ex ministro Marco Bussetti sono sbagliati, mentre ancora una volta un posto su due in deroga chiesto dai presidi viene negato dal Miur che ha approvato una riforma anti-costituzionale che blocca gli organici.

Secondo Marcello Pacifico presidente Anief “bisogna subito adeguare l’organico di fatto a quello di diritto, come ci ha detto il Tar nei ricorsi vinti in Sicilia, specializzare subito altri 50 mila insegnanti e reclutare quelli specializzati dalle GaE o dalle graduatorie di istituto, modificando l’attuale riforma che prevede nuove inutili certificazioni”.

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