Scuola, Azzolina: “Istruzione strategica per la ripresa”

(Teleborsa) – Istruzione e formazione rimangono strategici per la ripresa dell’economia e la transizione green a cui l’Europa e l’Italia puntano nel futuro.

Lo ha dichiarato la ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina, intervenuta con il ministro dell’Università e della Ricerca, Gaetano Manfredi, al vertice dei ministri dell’Unione Europea sull’impatto della pandemia Covid sul mondo della scuola.

“Rafforzare la cooperazione europea ci aiuterà a definire degli orientamenti comuni per assicurare il diritto all’istruzione in momenti di crisi e le pari opportunità di accesso ad ulteriori percorsi di istruzione e alla mobilità tra i Paesi UE”, ha detto la ministra, ricordando che “la strategia del Green Deal europeo e la proposta del Recovery Plan prestano grande attenzione all’istruzione e alla formazione come fattori che sostengono la ripresa dei sistemi economici e sociali, facilitando la transizione verde e digitale per uscire dalla crisi attuale”.
Intanto, dalle agenzie stampa filtrano le misure contenute nel Piano scuola, con la bozza delle linee guida su turni, gruppi apprendimento, lezioni di sabato, didattica in presenza e a distanza.

Tra le voci contenute nel documento si parla di “ampliare l’offerta formativa in nuovi spazi“, con “Enti locali, le istituzioni pubbliche e private variamente operanti sul territorio, le realtà del Terzo settore e le scuole” che “si impegnano a sottoscrivere specifici accordi, quali “Patti educativi di comunità”.

Il coinvolgimento dei vari soggetti pubblici e degli attori privati, in una logica di massima adesione al principio di sussidiarietà e di corresponsabilità educativa, avviene attraverso lo strumento della conferenza di servizi prima richiamato”, continua il documento che prevede la convocazione degli incontri per “favorire la messa a disposizione di altre strutture o spazi, come parchi, teatri, biblioteche, cinema, musei, al fine di potervi svolgere ulteriori attività didattiche o alternative a quelle tradizionali comunque volte a finalità educative”.

“Resta ferma – si legge nella bozza – l’opportunità per le istituzioni scolastiche di avvalersi delle ulteriori forme di flessibilità derivanti dallo strumento dell’Autonomia, sulla base degli spazi a disposizione e delle esigenze delle famiglie e del territorio”.

In dettaglio, tra le soluzioni proposte ci sarebbe la “riconfigurazione del gruppo classe in più gruppi di apprendimento; l’articolazione modulare di gruppi di alunni provenienti dalla stessa o da diverse classi o da diversi anni di corso; una frequenza scolastica in turni differenziati, anche variando l’applicazione delle soluzioni in relazione alle fasce di età degli alunni e degli studenti nei diversi gradi scolastici; per le scuole secondarie di II grado, una fruizione per gli studenti, opportunamente pianificata, di attività didattica in presenza e didattica digitale integrata”, oltre alla “estensione del tempo scuola settimanale alla giornata del sabato, ove non già prevista”

Per le attività della scuola dell’infanzia infine, la bozza prevede “la valorizzazione e l’impiego di tutti gli spazi interni ed esterni, privilegiando ove possibile, e limitatamente al verificarsi di condizioni climatiche favorevoli, l’utilizzo di spazi aperti“.

“La prossima riapertura delle scuole dell’infanzia richiede l’adozione di misure particolarmente attente alla garanzia del rispetto non solo delle prescrizioni sanitarie, ma anche della qualità pedagogica delle relazioni. L’organizzazione dei diversi momenti della giornata educativa dovrà essere serena e rispettosa delle modalità tipiche dello sviluppo infantile, per cui i bambini dovranno essere messi nelle condizioni di potersi esprimere con naturalezza e senza costrizioni”, si legge ancora.

“L‘uso di mascherine – conferma il documento – non è previsto per i minori di sei anni e i dispositivi di protezione per gli adulti (per i quali sono raccomandabili l’utilizzo di visierine “leggere” e, quando opportuno, dei guanti di nitrile) non devono far venir meno la possibilità di essere riconosciuti e di mantenere un contatto ravvicinato con i bambini piccoli e tra i bambini stessi”

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