Scuola, appello del sindacato sulla chiamata diretta: “è incostituzionale”

(Teleborsa) – I sindacati scendono a patti con l’istituto della chiamata diretta dei docenti da parte dei presidi delle scuole, laddove questo istituto è vietato per i dipendenti della Pubblica Amministrazione.

Dopo l’accordo sulla mobilità, che divide gli insegnanti in categorie meritevoli di diritti diversi, come se non avessero firmato lo stesso contratto a tempo indeterminato, i sindacati più rappresentativi saliranno domani al Ministero dell’Istruzione per stabilire i criteri sulla base dei quali i dirigenti scolastici potranno conferire gli incarichi negli ambiti territoriali.

Un appello è stato lanciato dall’Anief, che sollecita le organizzazioni più rappresentative a non accettate, perché sarebbe incostituzionale. “Firmare oggi questa proposta significherebbe tradire quei 600mila lavoratori che esattamente un anno fa scioperarono e scesero in piazza contro la riforma”, sottolinea il leader del sindacato Marcello Pacifico. 

“L’unica cosa da fare è rompere il dialogo e andare compatti, tutti i sindacati, dinanzi al tribunale”, prosegue Pacifico, spiegando che “saranno, in tal modo, i giudici a decidere se un docente della scuola pubblica debba essere nominato con modalità analoghe a quelle valide per il comparto privato, oltraggiando la meritocrazia, la libertà d’insegnamento e la Costituzione”.

© Italiaonline S.p.A. 2021Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963

Scuola, appello del sindacato sulla chiamata diretta: “è ...