Scuola, Anief: “Si doveva fare molto di più”

(Teleborsa) – Entrata in vigore il primo marzo la Legge n. 8 del 28 febbraio scorso ha messo mano anche all’organizzazione scolastica, con provvedimenti che vanno dallo stop a 800 classi pollaio alla pubblicazione entro il 30 aprile dei bandi di concorso, ordinari e riservati, (previsti a loro volta dalla Legge 159/2019); dai contenuti del concorso straordinario della secondaria alle modifiche alle prove Invalsi, fino all’assunzione in ruolo anche dei candidati a capo d’istituto risultati idonei. Per il presidente nazionale dell’Anief, Marcello Pacifico, tuttavia, “si poteva e doveva fare molto di più”.

Tra le criticità sottolineate da Pacifico figura, innanzitutto, il “reclutamento del personale precario che continua a essere lasciato fuori in modo illegittimo, nonostante sia presente nelle graduatorie di istituto e Ata 24 mesi”. Una circostanza che – afferma il presidente Anief – fa sì che “migliaia di docenti saranno licenziati la prossima estate dopo che hanno superato l’anno di prova e hanno insegnato da diversi anni”. Mentre “sono ancora vigenti i ricorsi e le procedure per la selezione dei dirigenti scolastici – spiega Pacifico – tantissimi insegnanti non avranno accesso al concorso riservato soltanto per la scuola secondaria”. In tale scenario dall’Anief arriva la richiesta di una convocazione da parte del Governo “per risolvere la supplentite”.

Riguardo alla riduzione delle cosiddette classi pollaio (laddove il numero di iscritti sia superiore a 22 alunni, ridotti a 20 in presenza di studenti con grave disabilità certificata) contenuta nella legge entrata in vigore, l’Anief sottolinea che si tratta di “appena 800 classi su 15mila esistenti, diverse delle quali con oltre 30 allievi iscritti”.

Soddisfazione, invece, da parte del giovane sindacato per l‘accoglimento nel Milleproroghe della proposta di Anief e Udir volta a modificare le procedure di assunzione dell’ultimo concorso per dirigenti scolastici. Come spiega in una nota il sindacato “viene in pratica garantita da subito l’assunzione in ruolo anche dei candidati a capo d’istituto risultati idonei, fino a completo scorrimento della graduatoria di merito. Erano 500 coloro che avevano superato le prove e aspettavano di essere inclusi”.

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