Scuola, Anief appoggia Snals su ripristino fascia anzianità 3-8 anni e scatto 2013

(Teleborsa) – I maggiori sindacati del comparto Scuola sostengono che chi si oppone ad un accordo sconveniente è giusto che non rappresenti più nessun lavoratore, nemmeno quelli che li hanno votati e chiesto di tutelarli, in barba alle più elementari regole di rappresentanza democratica.

Le organizzazioni sindacali Flc-Cgil e Cisl e Uil, infatti, brindano perché con il “Decreto n. 70407 del 2018, depositato presso il Tribunale di Roma, il Giudice del Lavoro ha rigettato il ricorso proposto dallo Snals per ottenere il riconoscimento del proprio diritto a partecipare alla contrattazione integrativa a livello nazionale, regionale e nelle istituzioni scolastiche”, relativa al contratto sottoscritto il 20 aprile per il triennio 2016/18 solo dagli stessi Confederali. 

Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief ritiene che “Flc-Cgil, Cisl e Uil, invece di esprimere soddisfazione per l’esclusione dello Snals, reo di non avere sottoscritto quell’accordo, avrebbero fatto molto meglio ad interrogarsi sui motivi che li hanno spinti a firmare un accordo privo di elementi normativi migliorativi per il personale e, soprattutto, contenenti aumenti  e arretrati ridicoli, dopo quasi dieci anni di blocco dei compensi. Invece di vergognarsi per quell’accordo, ora diventano strenui difensori del diritto sindacale”.

Anief – spiega il sindacato – non può che concordare con il sindacato Snals, il quale nella sua piattaforma programmatica per il prossimo contratto del comparto Istruzione e Ricerca ha sottolineato come con l’accordo finale sottoscritto solo dai Confederali il 20 aprile scorso si sono ottenuti solo incrementi retributivi lordi pari, rispettivamente, allo 0,36% per il 2016, all’1,09% per il 2017 e al 3,44% a regime, inferiore al 3,48%. Tale cifra è inferiore alla perdita del potere di acquisto intervenuta dal 2011 che, come è noto, era pari al 15% nei dieci anni di mancato rinnovo contrattuale dal 2009 al 2018.

Lo stesso sindacato, inoltre, ha chiesto il ripristino della fascia stipendiale da 3 a 8 anni di anzianità, venuta meno a seguito della sottoscrizione del CCNL 4 agosto 2011 “per garantire la sostenibilità economica e finanziaria del piano triennale di assunzioni a tempo indeterminato di personale docente, educativo ed ATA per gli anni 2011-2013”, e di tornare a “riconoscere ai dipendenti in servizio ed a quelli collocati in quiescenza nel 2013 lo scatto stipendiale maturato in quell’anno, e congelato dal Governo e ignorato dal CCNL/2018”. Si tratta di obiettivi che anche l’Anief ritiene imprescindibili. Come quello di non avallare, sotto forma di accordi nazionali, dei “contratti che non contemplino queste indicazioni”.

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