Scuola, al via i primi istituti ma restano i dubbi

(Teleborsa) – La scuola riparte ma è ancora un cantiere aperto. Sono diversi, infatti, gli istituti scolastici che hanno aperto oggi i loro cancelli ai primi studenti che tornano tra i banchi di scuola a 6 mesi dallo stop delle lezioni a causa del Coronavirus.

Restano però aperti alcuni punti interrogativi sulla ripartenza. “Abbiamo lavorato per trovare nuovi spazi e garantire il distanziamento di un metro in classe. Se c’è il metro di distanza la mascherina può non essere usata. Si deve usare nei momenti di dinamicità, quando si è in movimento, si va alla toilette, durante la ricreazione, certo non quando si mangia”, ha spiegato ai microfoni di Agorà su Rai3 la ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina, questa mattina.

Ma non c’è solo il nodo mascherina in classe. Persistono ancora diversi dubbi sulla questione “Dad“, la didattica a distanza: in molti istituti, soprattutto superiori, sarà la modalità più utilizzata e non complementare come era stato richiesto dalla ministra che intanto rassicura sulla questione banchi.

“Consegnare 2,4 milioni di banchi è uno sforzo enorme, è ingiusto essere accusati di ritardi. In due mesi li consegneremo. A settembre sarà quasi completamente coperta la primaria, poi entro ottobre tutto il resto”, ha aggiunto Lucia Azzolina ad Agorà.

Tra i grandi punti interrogativi anche il problema dei docenti di ruolo mancanti. Su questo fronte sembrano trascurabili i risultati della cosiddetta call veloce introdotta dal Ministero. Lo strumento dovrebbe consentire lo spostamento volontario degli insegnanti fuori regione. Secondo quanto riferito dalla ministra Azzolina a Repubblica 2.500 trasferimenti sono stati avviati su 10mila domande – “è uno strumento nuovo, ha margini di miglioramento – mentre per Cisl i trasferimenti realmente avviati sono circa 300.

“Se i presidi hanno dubbi o problemi abbiamo messo a disposizione un help desk per aiutarli”, a tendere la mano ai responsabili degli istituti scolastici è anche la viceministra Anna Ascani.

“Nel decreto sui trasporti abbiamo destinato fondi per 34 milioni, oltre ai 70 del decreto di agosto, perché gli enti locali possano pagare l’affitto di spazi privati da destinare alle scuole. In questa settimana stiamo risolvendo le criticità residuali“, ha dichiarato Ascani in un’intervista al Corriere della Sera.

Quanto alla carenza di docenti, “abbiamo digitalizzato il sistema di reclutamento e ci sono alcuni errori”, ma “molti sono simili e dunque si possono correggere”, ha dichiara Ascani che propone: “una volta aperte le scuole, mettiamoci a riscrivere le regole per l’accesso al ruolo”.

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