Scuola: al Sud classi pollaio, niente tempo pieno e tanti precari

I problemi della scuola italiana sono ancora più gravi nel Mezzogiorno

Le scuole del Sud sono ancora troppo sfavorite tra classi pollaio, niente tempo pieno e tanti precari.

La denuncia arriva dall’assessore regionale all’istruzione della Regione Puglia, Sebastiano Leo, nel suo messaggio di auguri per l’avvio del nuovo anno scolastico.

L’assessore Leo ha messo in evidenza le difficoltà che il personale della scuola “deve affrontare quotidianamente per la costante penalizzazione del Mezzogiorno“, annunciando che “con l’insediamento del nuovo Governo” riproporrà “in Commissione istruzione l’impellenza di dare risposte a problemi ormai troppo datati“.

La denuncia è stata raccolta da Marcello Pacifico, presidente Anief. “Quando diciamo che occorrono organici aggiuntivi per gli istituti collocati in zone a rischio abbandono scolastico, classi troppo numerose e con un alto numero di alunni con problemi di apprendimento, ci riferiamo proprio a questo”, ha ricordato il leader del sindacato autonomo.

“Pensare di introdurre la regionalizzazione della scuola in questa situazione rappresenta un oltraggio al diritto allo studio di milioni di alunni”, ha sottolineato Pacifico ricordando l’idea rilanciata in questi giorni dal governatore della Lombardia Attilio Fontana. Per Pacifico “si rivelerebbe come un affossamento delle scuole già indietro. Sostenere i cittadini in difficoltà, invece, è un compito supremo dello Stato: lo dice la Costituzione”.

“Il nuovo Governo – conclude Pacifico – farebbe allora bene a dare seguito al programma esposto dal premier Giuseppe Conte, il quale ha fatto riferimento alla necessità di ridurre il numero di alunni per classe, ampliare il tempo pieno laddove scarseggia, abbattere la precarietà. Riteniamo doveroso agire in questo modo, a patto però che si dia seguito alle richieste dell’Anief, che proprio in vista della formazione del nuovo esecutivo ha predisposto un decreto salva scuola ad hoc, per arrivare a formare finalmente quella scuola giusta di cui da troppi anni si sono perse le tracce”.

Se al Sud i problemi restano gravi, le scuole di tutta Italia devono fare i conti quest’anno con numerose cattedre vacanti, una situazione che obbligherà molte scuole a fare un ricorso massiccio ai supplenti, con cifre da record. Questo prolungherà le condizioni di precarietà di molti docenti, con il rischio di esporre l’Italia a una nuova procedura di infrazione da parte dell’Unione Europea.

Scuola: al Sud classi pollaio, niente tempo pieno e tanti precari