Scuola, accordo sindacati-Ministero sulla mobilità ma non tutti sono d’accordo

(Teleborsa) – Accordo fatto per la mobilità dei docenti, grazie al compromesso raggiunto fra i sindacati rappresentativi ed il Ministero dell’Istruzione (Miur) sull’ipotesi di contratto.

A partire dal 1° settembre prossimo, avremo la chiamata diretta e la perdita di titolarità per i trasferimenti interprovinciali in ambiti territoriali.

Il piccolo ma battagliero sindacato della scuola Anief, tuttavia, si chiama fuori dall’accordo generale sul contratto collettivo, che minaccia di impugnare, lanciando una nuova stagione di ricorsi al giudice del lavoro per sollevare questione di legittimità costituzionale delle norme denunciate.

“Così si sacrifica a caro prezzo la didattica, la professionalità e la libertà d’insegnamento”, denuncia il leader dell’Anief Marcello Pacifico, spiegando che “ci si potrà trasferire in deroga al blocco di trasferimento triennale, ma a condizione di perdere quella titolarità tutelata dalla legge per tutti gli assunti prima del settembre 2015, e di sottoporsi al prossimo casting estivo, a seguito del quale, dopo un esame del curriculum vitae del docente e lo svolgimento di un colloquio col capo d’istituto, si sarà selezionati dai dirigenti scolastici”.

L’Anief aveva anche indicato la via da perseguire: separare gli ordinari trasferimenti su posti comuni e di sostegno da quelli volontari su organico potenziato. Invece sindacalisti e dirigenti ministeriali hanno ritenuto opportuno applicare alla lettera quanto previsto dalla riforma scolastica, connotato da forti dubbi di costituzionalità.

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