Sciopero PA, Garante: “Contenere i disagi per i cittadini, già profondamente provati”

(Teleborsa) – Sono fermi molti lavoratori delle funzioni centrali (Ministeri, Inps, Inail, Agenzie fiscali, tra gli altri), degli enti locali e della sanità (servizi essenziali esclusi) e quelli dei nidi e delle materne, mentre non è toccato il resto del personale della scuola. Lo sciopero della Pubblica amministrazione minacciato da settimane si è alla fine concretizzato e a nulla è valsa la convocazione della ministra della PA, Fabiana Dadone, per giovedì, un appuntamento giudicato tardivo dalle sigle che hanno proposto lo sciopero.

Lo sciopero per l’intera giornata di oggi, proclamato da Fp-Cgil, Cisl-Fp, Uil-Fpl e Uil-Pa per il rinnovo del contratto, avrà molto probabilmente meno ripercussioni rispetto al solito, sia per un’adesione non elevata sia per i disagi inferiori nel settore sanitario. Il Garante degli scioperi, che si è riunito in seduta straordinaria, ha infatti invitato le organizzazioni sindacali ad adottare, si legge in una nota, “specialmente nelle regioni e nei territori più critici, ogni misura, anche straordinaria, ritenuta utile a mitigare e contenere i disagi per i cittadini, già profondamente provati sul piano personale, economico e sociale da un’emergenza pandemica che non ha precedenti almeno nella storia recente”.

Le raccomandazioni sono, in particolare, per i reparti covid degli ospedali, affinchè siano equiparati a quanto già succede per il Pronto Soccorso, che deve comunque sempre garantire i livelli abituali di servizio. “Certi del senso di responsabilità e abnegazione di tutto il personale sanitario, la Commissione ha invitato i soggetti proclamanti a ritenere che tutte le prestazioni rese nei cosiddetti “reparti Covid” siano assimilabili a quelle previste dall’assistenza d’urgenza, con ogni relativa conseguenza per le amministrazioni interessate in ordine alla corretta individuazione del contingente di personale esonerato dallo sciopero“, ha sottolineato il garante.

Nonostante alcune sigle, come UGL, abbiano descritto lo sciopero come legittimo ma inopportuno in questo momento, CGIL, CISL e UIL hanno difeso la mobilitazione, citando l’insufficienza delle risorse (3,8 miliardi) messe a disposizione dal governo per il rinnovo del contratto, scaduto nel 2019 e chiedendo la stabilizzazione dei precari, ormai circa 350 mila per via del blocco pluriennale dei concorsi e delle assunzioni, e tra i quali ci sono anche 60 mila operatori sanitari.

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