Sciopero PA, Dadone: “Se la discussione è solo soldi sì o soldi no è riduttiva”

(Teleborsa) – “Se la questione si riassume soltanto nel dare più risorse o non dare più risorse trovo che sia riduttivo anche l’effetto dello sciopero stesso”. Ha commentato così la ministra della Pubblica amministrazione, Fabiana Dadone, lo sciopero che stanno portando avanti oggi i dipendenti del settore pubblico. “Allora la verità non è che c’è bisogno di rinnovare la PA, di fare piani straordinari, di avere un confronto. Il punto si riduce tutto sui soldi. Per me il punto dovrebbe essere sulla valorizzazione del personale“, ha spiegato a Radio Anch’io su Rai Radio Uno.

“Se riusciamo a reperire delle risorse ulteriori dai risparmi del lavoro agile per valorizzare chi ha prodotto, su questo con me troveranno sempre un confronto. Se il punto – ha aggiunto Dadone – è discutere su come dare dei premi a chi effettivamente lavora bene e valorizzare così il pubblico impiego ci sono. Se la discussione è solo soldi sì o soldi no sennò sciopero, secondo me, è riduttiva”. La ministra ha anche confermato la decisione di convocare un tavolo per la giornata di domani, nonostante questo non sia servito come tentativo dell’ultimo minuto per scongiurare la giornata di sciopero.

L’astensione dal lavoro, in tutta Italia, è stata proclamata dai sindacati di categoria di CGIL, CISL e UIL. All’origine della protesta il mancato rinnovo del contratto, le mancate assunzioni, le poche risorse messe in bilancio dal Governo per la pubblica amministrazione e la richiesta di maggiore sicurezza. Tra i servizi a rischio ci sono le attività scolastiche, i servizi sanitari e le attività degli uffici pubblici, dei ministeri e delle agenzie fiscali, anche se il Garante degli scioperi ha fatto un appello per “contenere i disagi per i cittadini” e chesto anche che tutte le prestazioni dei reparti Covid godano dello stesso livello di garanzia previsto di norma per i Pronto Soccorso.

“Noi abbiamo in tutta la Pubblica amministrazione, compresa la scuola che oggi non sciopera, 350mila precari. Solo nella sanità abbiamo oltre 60mila precari. La sanità territoriale nel nostro Paese è stata azzerata. Abbiamo visto tutti le difficoltà dei medici, degli infermieri, del personale sanitario. Un giorno li chiamiamo i nostri eroi e il giorno dopo critichiamo se scioperano per essere assunti e per il loro contratto”, ha detto la leader della CISL, Annamaria Furlan, difendendo lo sciopero a Radio Anch’io. “La ministra Dadone dimentica che i pubblici dipendenti sono stati dodici anni senza rinnovo del contratto e quello attuale è scaduto da oltre tre anni”, ha aggiunto Furlan.

Non tutte le sigle sindacali sono però a favore dello sciopero, che per molti è inopportuno in questo momento. “Il supporto dei sindacati CGIL, CISL e UIL, nel confermare lo sciopero del pubblico impiego rischia di aumentare e fomentare lo scontro sociale tra i lavoratori garantiti e chi, al contrario, con la pandemia da Covid-19 ha perso ogni certezza, anche salariale”, ha dichiarato Paolo Capone, Segretario Generale dell’UGL. “Oltretutto, indire lo sciopero di alcuni settori pubblici, come quello sanitario, vuol dire rallentare l’assistenza ai cittadini, creare solo confusione in un periodo così delicato come quello che stiamo attraversando. Scioperare è lecito ma bisogna anche capire che ci sono momenti in cui non è opportuno e sconveniente. L’Italia sta combattendo una partita ben più grave, ovvero quella di garantire aiuti, sostegno e lavoro ai milioni di italiani che lo hanno perso a causa del Covid-19. A volte fare un passo indietro per umanità è segno di intelligenza e non di debolezza”, ha aggiunto.

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