Scioperi in aumento nel 2017. Maglia nera al trasporto pubblico locale

(Teleborsa) – Nel 2017 sono stati proclamati 2.448 scioperi, di cui 1.617 effettuati. Lo ha detto il Garante degli Scioperi Giuseppe Santoro Passarelli in occasione della sua relazione a Montecitorio, aggiungendo che l’anno precedente sono stati proclamati 2.352 scioperi a fronte dei 1.488 effettuati.

Scendendo nel dettaglio, nel settore del trasporto pubblico locale (TPL) le proclamazioni di sciopero sono state 443 e quelli effettuati 318 mentre le giornate di sciopero sono state 121, in aumento rispetto alle 107 dell’anno precedente. A Roma si è registrata la maggiore reiterazione di astensioni dal lavoro, ben 24 proclamazioni delle quali 13 effettivamente attuate in 7 diverse giornate”, oltre a 4 astensioni in adesione a scioperi generali.

Il trasporto aereo è stato interessato da 260 proclamazioni di sciopero, con un incremento della conflittualità pari a circa il 20% rispetto al 2016. Gli scioperi effettuati sono stati invece 159. “Le cause sono rinvenibili nella vertenza per il rinnovo del Contratto collettivo naizonale del lavoro, ovvero all’applicazione di contratti collettivi aziendali, oltre che a vertenze legate ad ipotesi di ristrutturazioni aziendali, e scadenze di appalti”, ha spiegato il Garante, sottolineando che a differenza di altri settori, “soltanto l’1% degli scioperi, in tale settore, risulta ascrivibile a ritardi nella corresponsione delle retribuzioni”.

In contro tendenza il settore del trasporto ferroviario: nel 2017 c’è stata infatti una diminuzione degli scioperi pari al 50%, rispetto all’anno precedente. Gli scioperi proclamati sono stati 74 ma quelli realmente effettuati sono stati 37. “L’attenuazione del conflitto è riconducibile al rinnovo del CCNL da parte di Agens e delle Organizzazioni sindacali Filt-Cgil, Fit-Cisl e Uiltrasporti, Ugl Taf, Fast Confsal, Orsa Ferrovie; nonché del contratto aziendale di Fs”, ha spiegato il Garante.

“Appare opportuno continuare a riflettere sull’esigenza di un intervento normativo rivolto alla verifica della rappresentatività sindacale, che possa in qualche modo esser recepito anche con riferimento al Governo del conflitto collettivo” ha sottolineato Santoro Passarelli, aggiungendo che “rimane poi la necessità di un adeguamento degli importi delle sanzioni previsto per le organizzazioni sindacali e per i datori di lavoro, attualmente da un minimo di 2.500 euro, fino ad un massimo di 50.000 euro”.

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