Sassoli: con il quarto pacchetto ferroviario abbiamo recuperato un gap di 20 anni

(Teleborsa) – “Abbiamo alcune sfide importanti. Una al Parlamento europeo ha riguardato alcuni settori del mondo ferroviario ed è il risultato ottenuto sul Quarto pacchetto ferroviario: abbiamo fatto un lungo lavoro durato tre anni e poi un mese fa siamo riusciti a vararlo. Diventerà legge a fine anno e naturalmente sarà molto importante perché prevede la liberalizzazione del mercato ferroviario a tutti i livelli.”

Lo ha detto David Sassoli, vice presidente Parlamento europeo e relatore sulla governance del Quarto pacchetto ferroviario, intervenendo al Conference Dinner di UIP (associazione europea delle aziende detentrici di carri ferroviari), ospitata quest’anno a Roma da ASSOFERR.

“Non è stato semplice mettere insieme 28 Governi, 28 Compagnie ferroviarie nazionali, 28 Regolatori nazionali, e il mondo delle associazioni – ha precisato Sassoli – ma iamo riusciti in un risultato e abbiamo recuperato un gap: 20 anni fa si è liberalizzato il mondo dell’aviazione, oggi liberalizziamo il mondo del settore ferroviario. Abbiamo messo in campo meccanismi di collaborazione tra i Paesi senza gravare di altra burocrazia il sistema ferroviario: abbiamo pensato di rafforzare le autorità nazionali e non di creare una struttura europea super burocratica per regolazione dei conflitti. Allo stesso tempo abbiamo puntato molto sull’Alta velocità”.

“Questo segmento del trasporto ferroviario – ha detto ancora Sassoli – rappresenta una grande opportunità che per il mondo ferroviario dei nostri Paesi per creare un sistema europeo: in questo momento in Europa ci sono sei Paesi che hanno l’Alta velocità su 28 e nel mondo, oltre a quelli europei, sono solo tre i Paesi che hanno l’Alta velocità. Questo vuol dire che per le nostre imprese, per le nostre compagnie, si apre uno scenario di grandissima opportunità”.

“Apriamo adesso – ha proseguito Sassoli – un percorso per l’introduzione della nuova legge europea che partirà dal 2019 con l’orario ferroviario del 2019. Anche questo non è stato facile. Molti volevano il 2024, il 2040. Siamo riusciti anche qui dove molti non avrebbero scommesso: fare una riforma che parta molto presto”.

Il Quarto pacchetto non è solo l’Alta velocità. È l’apertura del mercato ferroviario europeo a tutti i livelli, dal livello regionale a quello nazionale, a quello europeo.

Si è lavorato sulle società, sulla struttura delle società, sui conflitti di interessi, sulla opposizione raccolta, che è molto diffusa, nei confronti di ipotesi di unbundling che avrebbero colpito le compagnie. Le compagnie sono la forza del sistema ferroviario. “Noi abbiamo sentito la necessità e trovato quel consenso – ha aggiunto il relatore sul Quarto pacchetto – per difenderle e farne un punto di forza. Il testo andrà in aula a ottobre-novembre. In questo momento è all’attenzione dei giuristi della presidenza e del consiglio europeo e del parlamento. E speriamo a fine anno di concludere finalmente questo passaggio”.

“La cosa che ho imparato in questi tre anni – ha concluso Sassoli –  è che noi abbiamo bisogno in questo momento di fare sistema con le associazioni, le compagnie, perché tutto il sistema dei trasporti abbia delle regole comuni e allo stesso tempo consenta di trarre investimenti. In questo momento al Parlamento europeo si lavora sulla direttiva porti. Ci sono discussioni molto accese, interessi che naturalmente devono essere difesi. E il prossimo anno si inizierà a lavorare sulla direttiva autostradale. Molto importante, strategica per tutti e 28 Paesi dell’Unione. Speriamo che siano 28 e no 27. Abbiamo tutti insieme l’esigenza di fare in modo che il sistema dei trasporti continui a essere un punto di forza della costruzione europea”.

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