Sanità: scelta strategica al centro delle decisioni mondiali

(Teleborsa) – I dati delle tabelle a corredo di queste note portano a deduzioni immediate. Il coronavirus ha colpito praticamente ovunque nel mondo. Nella precedente analisi di Teleborsa di ieri, lunedì 5 aprile, le tabelle hanno riportato le diverse misure con cui il virus si è inserito in tutte e venti le Regioni italiane, seppure in maniera diversa.

La stessa situazione si è verificata praticamente in quasi tutti i Paesi del mondo, smentendo chi, ancora nel febbraio 2020, aveva parlato di normali influenze. Qualcuno sosteneva che le “influenze” arrivano da noi nei periodi invernali e che quindi anche il coronavirus si sarebbe allontanato con l’arrivo del bel tempo e delle stagioni calde.

Da una analisi dei dati tratti da una rinomata università americana, la Johns Hopkins University di Baltimore, nel Maryland, si vede che anche il caldo non ha funzionato da barriera. La stessa tabella – con l’italia calcolata su una attualizzazione fatta dalla Protezione civile Italiana questa sera – mostra che in ambiti analoghi, come quello europeo, in Paesi addirittura contigui, come la Svezia e la Norvegia, il calcolo dei deceduti per Covid-19 sui positivi accertati è di 74 morti per la Norvegia con una percentuale di 1,28%, a fronte dei 477 deceduti in Svezia con una percentuale di 6,62 (al 6 aprile 2020).

I dati riportati riguardano l’estrapolazione di Paesi in continenti diversi per sintetizzare la presenza territoriale. Questi calcoli ci impongono di prendere in seria consapevolezza che il mondo si è fortemente globalizzato con lo sfondamento del virus sopra qualsiasi barriera e qualsiasi legge economica. Anche questa tragedia, come altri avvenimenti che hanno segnato la storia di interi popoli, imporrà scelte obbligate nei comportamenti individuali e nelle grandi scelte politiche di tutti i Paesi e in particolare delle grandi potenze militari, economiche e finanziarie.

Nazione Popolazione Casi accertati Covid-19 Morti Covid-19 Mortalità %
Italia 60.480.000 132.547 16.523 12,47%
UK 66.440.000 48.451 4.943 10,20%
Paesi Bassi 17.180.000 18.917 1.874 9,91%
Spagna 46.660.000 135.032 13.169 9,75%
Francia 66.990.000 93.780 8.093 8,63%
Belgio 11.400.000 20.814 1.632 7,84%
Svezia 10.120.000 7.206 477 6,62%
Iran 81.160.000 60.500 3.739 6,18%
Totale 19 paesi 2.618.407.000 1.095.046 66.331 6,06%
Rep. Dominicana 10.770.000 1.828 86 4,70%
Brasile 209.300.000 11.494 489 4,25%
Cina 1.386.000.000 82.655 3.335 4,03%
Stati Uniti 327.200.000 338.995 9.683 2,86%
Giappone 126.800.000 3.654 85 2,33%
Canada 37.590.000 15.940 294 1,84%
Corea del Sud 51.470.000 10.284 186 1,81%
Germania 82.790.000 100.770 1.608 1,60%
Norvegia 5.368.000 5.760 74 1,28%
Cile 18.050.000 4.815 37 0,77%
Qatar 2.639.000 1.604 4 0,25%

Fonte: Johns Hopkins University – Baltimora – Maryland USA
Dati del 6 aprile 2020 estrapolati da Maurizio De Mattia

L’Italia, lo abbiamo già sottolineato, dovrà ripensare interamente il suo sistema sanitario con una unica velocità di tutela della vita e della salute dei suoi cittadini. Non si potrà più avere una sanità basata sulle diverse dimensioni territoriali o sui diversi modelli organizzativi territoriali. Il cittadino si aspetta il rispetto per la sua vita e per la sua salute, sia che si trovi al sud, al centro o nel nord del Paese.

L’Unione Europea non potrà più permettersi di avere un livello di salute diversificato con conseguenze differenziate che anche dalla analisi dei numeri risultano stridenti. È sufficiente prendere le tabelle allegate e vedere le drammatiche disparità di trattamento che comporta la conclusione di una carenza di coscienza generale di rispetto della persona.

I parametri di spesa andranno rimodulati pensando che il risparmio astratto può comportare una spesa eccessiva. Ci vorrà tempo per una attenta verifica delle centinaia di miliardi di euro che peseranno sulle finanze della comunità per la politica dei tagli e della non finalizzazione di interventi strategici che vedono la persona al centro di ogni scelta.

Il coronavirus imporrà all’Unione Europea di progettare una politica sanitaria con parametri validi per una popolazione di 512.000.000 di persone che abita su una superficie di cinque milioni di kmq.

Stessa cosa per gli USA, che ancora una volta hanno dovuto fare i conti con la sanità, uno dei più ricorrenti e sempre più attuali punti di programma di ogni Amministrazione. Con una discussione costante che riguarda 330.000.000 di abitanti sparsi su una superficie di 9.835.000 kmq.

L’Europa totale, non solo paesi dell’Unione, giusto per dare completezza di dimensioni, è di 10.000.000 di kmq, con 743.000.000 di abitanti, con tutte le scelte che questa contiguità e queste dimensioni potrebbero voler comportare.

Le cifre, le tabelle, i virus, i loro cicli, più frequenti, come ci stanno dicendo alcuni scienziati, impongono ora a tutti una sensibilità particolare anche come forma di indirizzo di investimenti globalizzati sui grandi temi della scuola, della ricerca e della sanità.

di Egidio Pedrini

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